Allarme processionaria: quest’anno risveglio anticipato

Le temperature miti e le scarse piogge ne hanno favorito la riproduzione e si segnalano già i primi incidenti

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Sono diverse le notizie pubblicate negli ultimi giorni che riguardano la ricomparsa precoce di questo pericoloso bruco, facente parte della famiglia dei lepidotteri. La primavera anticipata e le scarse piogge, secondo gli esperti, hanno favorito una riproduzione eccezionale di questo parassita, di cui esistono diverse tipologie che colpiscono larici, querce e cedri. La più diffusa e comune è la processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa).

processionaria nidoQuesto artropode, che vive nelle regioni temperate dell’Europa meridionale, nel vicino Oriente e perfino nell’Africa settentrionale, deve il suo nome comune alla caratteristica abitudine di muoversi sul terreno in fila, formando una sorta di processione. Particolarmente distruttiva per le foreste, è attiva sopratutto in primavera e autunno, in quanto passa i caldi mesi estivi come bozzolo seppellito sotto terra, riemergendo ad agosto sotto forma di falena.

La falena pochi giorni dopo il risveglio cerca il luogo adatto per deporre le proprie uova (oltre 300) che fissa a un ago del pino. Dopo qualche settimana si schiudono le larve, che dotate di forti mandibole, si cibano del pino ospitante. Fatta scorta di cibo e alimenti nutritivi, in ottobre formano un nido all’interno del quale affronteranno l’inverno per riemergere in primavera alla ricerca del luogo ideale dove tessere il loro bozzolo, interrarsi e tornare in superficie ad agosto di nuovo sotto forma di falena.

Le larve di processionaria sono fornite di peli altamente urticanti pericolosi sia per l’uomo che per gli animali.

Questi peli urticanti, se incidentalmente ingeriti dal nostro cane, possono provocare reazioni piuttosto gravi: entrando in contatto con la lingua causano la distruzione del tessuto cellulare fino a generare possibili necrosi.

processionariaCome tutelare il nostro cane quando usciamo in passeggiata o quando esce in giardino? Innanzitutto riconoscendo subito i sintomi di un contatto diretto: improvvisa e intesa salivazione, che peggiora nei minuti successivi con un conseguente ingrossamento della lingua, che a causa del processo infiammatorio si gonfia rischiando di soffocare l’animale. Possono essere colpiti anche parte dell’esofago e dello stomaco, o in casi più gravi, se i peli del bruco vengono ingeriti, si può avere febbre, vomito e diarrea, anche emorragicaAnche gli occhi sono un organo a rischio, qualora entrino a contatto con i peli della processionaria.

In tutti i casi è di vitale importanza portare subito l’animale dal veterinario o raggiungere la clinica più vicina: più tempestivo è l’intervento e più i danni saranno contenuti.

Infine, per quanto riguarda i nostri giardini è possibile rivolgersi a un centro giardinaggio o al nostro giardiniere di fiducia per avere un consiglio su come eliminare i nidi prima che le processionarie si risveglino dal letargo. 

Fonti: processionaria.it, Clinica Veterinaria Gaia
Foto: Pixabay

 

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