Pappagalli: attenzione a chi propone “cuccioli allevati a mano”

La storia di Paul ci mostra le gravi conseguenze di questa pratica

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

“Questa storia non è contro i proprietari che me lo hanno ceduto per gravi motivi personali” racconta Sergio Giovannetti, che ci aiuta a conoscere meglio il mondo dei pappagalli “ma contro alcune pratiche di allevamento e pseudo educatori che circolano nel mondo degli animali, perché purtroppo anche nel settore degli esotici abbiamo persone incompetenti che si spacciano per esperti”.

pappagallo cenerinoPaul nasce nel 2005 e l’uovo che lo contiene viene fatto schiudere dentro a un’incubatrice. Accanto a lui non ci sono mamma e papà a nutrirlo e a iniziarlo al mondo, ma solo il suo allevatore che comincia a imbeccarlo dal primo giorno di vita. Questa pratica spesso genera pesanti conseguenze sulla salute psicofisica del soggetto adulto: “i soggetti privati prematuramente del contatto genitoriale o di fratelli e di conspecifici non hanno modo di apprendere tutte quelle nozioni di base che solo loro gli possono far acquisire” spiega Sergio “inoltre nei primi 15 giorni di vita i genitori li nutrono con il ‘latte di pappagallo’ che è una secrezione ghiandolare assimilabile al colostro dei mammiferi, ricco di proteine e sostanze immunitarie, cosa praticamente impossibile da ottenere anche con le migliori formule da imbecco”.

pappagalli 1Questa pratica, ci riferisce Sergio, verrebbe addirittura “spacciata da alcuni allevatori come un plus offerto ai futuri proprietari”: servirebbe infatti a far credere all’ignaro cliente che in questo modo avrà un soggetto perfettamente imprintato, buon parlatore e di buon carattere. Non solo ciò è falso, perché una buona relazione con il proprio pappagallo si costruisce solo con il tempo e con l’impegno, ma le carenze a livello di sviluppo emotivo e cognitivo del pappagallo che vengono provocate dalla prematura separazione dei piccoli dai conspecifici, posso portare allo sviluppo di vere e proprie malattie in età adulta. É questo il caso di Paul, che crescendo ha iniziato a mostrare segni di stress e di insofferenza sfociati in un vero e proprio comportamento autolesionistico, cominciando deliberatamente a spiumarsi.Questo comportamento, cioè la Sindrome dell’autodeplumazione dei pappagalli, nei soggetti cresciuti in incubatrice inizia spesso accidentalmente, perché la mancanza di contatti con altri pappagalli adulti non gli consente di apprendere correttamente le tecniche per pulirsi il piumaggio, finendo per strapparsi accidentalmente le penne, a volte anche ferendosi. Questa sindrome si presenta con una diversa intensità a seconda del soggetto: in alcuni casi il pappagallo si limita a masticare la punta delle penne, in altri casi, invece, se le strappa dal corpo, reiterando questa pratica ogni volta che queste ricrescono. Fortunatamente solo in rari casi il pappagallo arriva a ferirsi fino a sanguinare. Le zone maggiormente coinvolte sono il petto, le ali, le zampe, saltuariamente la schiena e il dorso.

pappagalli 2

“Nel caso di Paul i proprietari allarmati hanno contattato un parrot trainer purtroppo poco qualificato” afferma Sergio Giovannetti “il quale senza aver alcun titolo per fregiarsi di questa carica ha dato loro una serie di indicazioni sui comportamenti da tenere per contenere la patologia – secondo i principi dell’ABA, Applied Behavior Analisys. Questo, non solo non ha apportato alcun beneficio, ma ha peggiorato la situazione”. Regola numero uno prima di qualsiasi intervento sull’animale, infatti, è tracciare a ritroso la storia del soggetto, analizzando eventuali passaggi critici o momenti traumatici per il suo sviluppo. Solo in seguito è possibile stabilire un percorso riabilitativo efficace per eliminare quei comportamenti che non rientrano nel codice comportamentale della specie su cui si deve intervenire. “Con Paul tutto questo non è stato fatto: prima di affidarvi a qualunque educatore accertatevi che sia interessato alla storia pregressa del vostro animale”.

In collaborazione con Sergio Giovannetti
Esperto in animali esotici
Foto: Pixabay/Animal Republic

© Riproduzione riservata