Pappagalli: le 10 cose da sapere prima di adottarne uno

Affettuosi e socievoli, a volte persino un po’ invadenti, possono diventare dei veri compagni di vita

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Scegliere di condividere la propria esistenza con un pappagallo significa abbracciare un vero e proprio stile di vita. Sono animali altamente sociali e, all’interno del loro stormo, oltre alla coppia si formano vere e proprie amicizie. Noi rappresentiamo il loro stormo, devono interagire con noi, partecipare a tutte le nostre attività, dai pasti, al sonno, alla toilette: se siamo convinti di poter accettare una presenza fissa e costante, a volte un po’ invadente, nella nostra esistenza, allora siamo sulla strada giusta per offrire loro una vita qualitativamente alta.

rainbow-lorikeet-686100_960_7201. UN IMPEGNO A LUNGO, LUNGHISSIMO TERMINE
La loro vita media è molto longeva, si parte dai 10/15 anni delle piccole cocorite, fino ai 90 anni e passa anni dei pappagalli di media e grande taglia, quindi quando decideremo di prenderne uno dobbiamo sempre tenere in considerazione a chi poi lasciarlo in eredità affinché non soffra la nostra mancanza.

2. AL CALDO MA NON AI TROPICI
I pappagalli nati in cattività, pur avendo una temperatura corporea elevata, circa 42°C, ormai sono ben acclimatati e questo è comprovato dalle varie colonie di amazzoni(Amazona amazona) parrocchetti dal collare (Psittacula krameri) e parrocchetti monaci (Myiopsitta monachus) che ormai vivono nei nostri parchi da secoli. I pappagalli, quindi, non hanno bisogno necessariamente di stare a temperature elevate ma vale per tutte le specie la regola che non vanno bene gli sbalzi termici e che quindi un pappagallo che vive in casa a circa 20 °C non dovrebbe essere messo di colpo all’esterno d’inverno. Tuttavia è anche vero che molte specie vivono abitualmente in zone con notevoli escursioni termiche stagionali. E’ bene perciò informarsi sulle caratteristiche etologiche della specie che vogliamo adottare.

3. NON SOLO IN GABBIA
Se da un lato è accettabile che un pappagallo stia in una voliera di dimensioni relativamente modeste per dormire, o per passare poco tempo della giornata, è anche ovvio che se deve passarci alcune ore, è indispensabile che l’ambiente offra al suo ospite lo spazio per muoversi bene e le giuste distrazioni, che gli consentano di non annoiarsi durante la nostra assenza. Ovviamente più spazio disporrà il nostro pappagallo e meglio è per la sua salute psicofisica. Quando noi siamo in presenti in casa potrà, e dovrà, invece, stare con noi.

4. A PASSEGGIO CON LE GIUSTE PRECAUZIONI
I benefici derivanti dall’esposizione alla luce naturale, quelli dell’ apprendimento dei punti di riferimento, e il poter il soddisfare la loro voglia innata di curiosare rendono necessario abituarli a uscire all’esterno, pratica che aiuta a evitare molteplici problemi comportamentali. In commercio esistono ottime pettorine atte allo scopo, ma va bene anche il classico trasportino a rete per gatti. Un’alternativa, ma più costosa, sono gli appositi trasportini per pappagalli.

5. ALIMENTAZIONE: NON SOLO SEMI
Tradizionalmente la dieta dei pappagalli in cattività si è purtroppo basata sulla somministrazione di una miscela di semi secchi; nei pappagalli medi e grandi, tali miscele prevedono inoltre una forte percentuale di semi di girasole. Con rare eccezioni (poche le specie spiccatamente granivore anche in natura), questo tipo di dieta non è adeguato al mantenimento dei pappagalli in uno stato di buona salute per lunghi periodi. Sono invece da preferire diete che contemplino alimenti di vario tipo, fra cui cibo fresco (frutta, verdura, germogli e bacche -50%), ma somministrati per poche ore al giorno, per evitare che marciscano, alternati ad alimenti secchi, come semi (che non devono essere più del 20% del totale), ma soprattutto estrusi o pellettati specifici per pappagalli (che possono rappresentare fino al 30% del totale). In generale, è comunque opportuno confrontarsi con il proprio veterinario circa la dieta più adeguata alla specie di pappagallo che ci interessa.

6. L’IMPORTANZA DELL’INTERAZIONE E DEL GIOCO
Il tempo da dedicare ai nostri amici è un fattore relativo, meglio poco tempo, ma di qualità elevata, che tanto e mal utilizzato: per loro la qualità si basa sul gioco, sull’assistere e partecipare alle nostre attività, quindi a interagire con noi. Esistono, inoltre, molti giochi in vendita per pappagalli, ma è pure possibile fabbricare giochi in legno naturale o metallo non tossico, con cui il pappagallo può passare un po’ di tempo svagandosi, anche quando noi siamo assenti. L’importante è lasciare che sia lui a scegliere i suoi giochi preferiti.

7. CURE VETERINARIE
I pappagalli necessitano di visite periodiche e nel campo della medicina veterinaria si sono formati medici di comprovata esperienza in pappagalli, volatili e animali esotici. I pappagalli non necessitano di vaccinazioni, ma è consigliabile prevedere un controllo annuale, corredato di esami di laboratorio. Qualora non si desiderasse farli accoppiare e si volesse adottare una coppia, è possibile procedere con la sterlizzazione chimica che ha dato ottimi risultati, ma questo deve essere sempre valutato insieme al nostro medico veterinario di fiducia. Infine non sono portatori di patologie trasmissibili all’uomo, salvo la Clamidyosi (o Psittacosi), facilmente diagnosticabile e curabile: in un umano non immunodepresso per patologie o trattamenti farmacologici, questa patologia non rappresenta alcun rischio.

8) DA SOLO O IN COPPIA
Questo è un argomento molto discusso e controverso. Generalmente prendere una coppia già formata è la soluzione migliore, ma è possibile scegliere anche un pappagallo di specie diversa o dello stesso sesso. Tuttavia essendo animali monogami le coppie forzate molto spesso non funzionano. I pappagalli amano scegliere da soli la loro anima gemella. Se abbiamo molto tempo da dedicargli allora anche un single vive decisamente bene, come lo farebbe allo stato brado.

9) E SE ABBIAMO ALTRI ANIMALI?
La socializzazione con altre specie, soprattutto con cani e gatti è fattibile, ma oltre a prestare attenzione durante il gioco, è bene consultare uno specialista per individuare e estinguere possibili comportamenti predatori intrinsechi nel cane e gatto.

10) TEMPO DI VACANZE
Se non ci rechiamo all’estero dove servono prima dei controlli veterinari, da molto tempo le strutture vacanziere sono propense ad accettare tutti gli animali. Nel caso si fosse impossibilitati, il vostro stesso allevatore, veterinario e, sebbene ancora pochi, parrot sitter, faranno al caso vostro. Tuttavia è bene che almeno una volta al giorno facciamo sentire la nostra voce tramite telefono al nostro pappagallo. Per il resto valgono le stesse regole che per un cane o un gatto: prima di lasciarlo, è bene portarlo diverse volte e per diverso tempo nella struttura in cui lo lasceremo, spiegare alla persona quali sono le cose che più amano fare e portare lo stesso cibo che usate normalmente.

In collaborazione con Sergio Giovannetti
Esperto in animali esotici
Foto: Pixabay

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