CIWF lancia una petizione per vietare le gabbie nell’industria delle uova

Oltre 498 milioni di galline ovaiole in Europa ancora nascono, vivono e muoiono negli allevamenti intensivi

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Oltre 498 milioni di galline ovaiole in tutta Europa passano ancora la loro intera vita chiuse nelle gabbie. Non vedono mai la luce e non aprono mai le ali. Molte perdono le piume per lo stress, perché si sfregano contro il ferro delle gabbie o perché vengono attaccate dalle compagne di cella. Il pavimento delle gabbie è fatto da grate di filo di ferro intrecciato, il piano è inclinato e i trespoli sono scivolosi: non possono mai riposare, devono passare tutto il tempo a cercare di stare in equilibrio. Il becco viene parzialmente amputato, per far si che non si feriscano tra loro.

Questa è la vita del 65% delle galline allevate in Italia. Questo è quanto le galline vivono negli allevamenti intensivi. Lo denuncia un’investigazione di CIWF International, che ha voluto vedere quali fossero le reali condizioni di vita delle galline tenute nelle gabbie arricchite. L’inchiesta, iniziata nella primavera di quest’anno, ha coinvolto 4 paesi europei, e ha svelato come il divieto delle gabbie di batteria entrato in vigore nel 2012 non sia servito a nulla. L’industria non ha adottato sistemi di allevamento alternativi, maggiormente rispettosi del benessere degli animali, ma ha scelto la soluzione economicamente più vantaggiosa.

Cosa possiamo fare?
CIWF – Compassion in World Farming ha lanciato una petizione per vietare l’allevamento in gabbia
, perché non permetterà mai agli animali di esprimere i loro comportamenti naturali.

Oltre a firmare la petizione possiamo diventare sempre di più consumatori consapevoli, scegliendo di eliminare le uova dalla nostra dieta oppure imparando a leggere le etichette e acquistando solo uova con il codice 0, cioè biologiche e da allevamento all’aperto: gli allevamenti che aderiscono a questa normativa devono garantire alle galline la presenza di piccoli stagni nei quali poter sguazzare, e nel pollaio sono presenti anche dei galli.
Il mangime è di esclusiva provenienza biologica controllata, e costituito principalmente da cereali e mais. L’impiego di additivi per favorire la crescita, amminoacidi sintetici, mangimi modificati geneticamente, farine di pesce è severamente vietato. I pulcini devono essi stessi provenire da allevamenti biologici controllati.

Firma qui la petizione:

box PETIZIONI

Fonte, foto e video: CIWF

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