Livorno chiede giustizia per Snoopy

Sono intervenute 400 persone al corteo in memoria del cane ucciso con una carabina. La famiglia non riesce a darsi pace

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Snoopy-con-la-sua-copertinaSnoopy era un dolce meticcio di circa 7 anni ma per Arianna Lucisano e la sua famiglia, dalla quale era stato adottato quando era un cucciolo di appena due mesi, era molto di più. Era a tutti gli effetti un componente della famiglia. Pochi giorni fa il padre di Arianna lo aveva lasciato a casa come sempre per andare ad accompagnare la moglie Annarita al lavoro ma al ritorno, una ventina di minuti dopo, lo ha trovato senza vita sul balcone dove il cane solitamente lo aspettava per fargli le feste. Una morte apparentemente senza senso che solo la corsa dal veterinario ha potuto spiegare: Snoopy era stato ucciso da un colpo di carabina con un colpo molto preciso.

È partita immediatamente la denuncia e sul posto sono intervenuti anche i RIS dei Carabinieri, anche perché un gesto del genere, violento e immotivato, rappresenta un pericolo anche per le persone. Un soggetto che spara senza ragione alcuna, soltanto per il gusto di uccidere, potrebbe scegliere qualsiasi bersaglio, non unicamente animali (pare che avesse già abbattuto degli innocui uccelli) ma persino bambini. 

Le indagini, secondo quanto riportato da Lega Nazionale per la Difesa del Cane, hanno portato i militari a sequestrare una carabina a un uomo che abita poco distante dalla famiglia di Snoopy e poi alla sua confessione. Nel frattempo, in città dove l’atto ha destato indignazione, rabbia e anche paura si è svolto un corteo per ricordare Snoopy e chiedere giustizia per tutte le vittime innocenti come lui, per tutte le creature indifese le cui vite sono state stroncate per mano di persone senza scrupoli e senza rispetto per la vita di chiunque.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà parte offesa nelle indagini già avviate dalla magistratura contro il responsabile di questo reato e successivamente parte civile nel procedimento giudiziario.

“Sono troppi gli animali maltrattati con ferocia inaudita o come in questo caso uccisi senza pietà” afferma Piera Rosati Presidente di Lega Nazionale per la Difesa del Cane. “Questo gravissimo episodio verrà seguito dall’Associazione costantemente per assicurare una punizione concreta e esemplare all’autore di questo atroce atto. Nel caso in questione, il responsabile oltre a rispondere per il reato di cui all’ art. 544 bis c.p., dovrà vedersi contestata l’aggravante dei motivi abbietti o futili”.

Fonte e foto: LNDC

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