Isole Fær Øer: la Danimarca nega l’ingresso in porto alla nave di Sea Shepherd

Cresce la pressione contro la Grindadráp nell’Unione Europea

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Si inasprisce lo scontro fra gli attivisti di Sea Shepherd e le autorità danesi che hanno negato all’equipaggio internazionale della nave Bob Barker, registrata in Olanda, l’ingresso al porto di Sund nelle Isole Fær Øer. A seguito della perquisizione della nave, tutti i 21 membri della Bob Barker, inclusi 11 cittadini dell’Unione Europea, si sono visti presentare un avviso di Rifiuto di Ingresso ed è stato ordinato loro rimanere fuori dalle 12 miglia nautiche di competenza delle Isole Fær Øer.
Le autorità danesi hanno notificato all’equipaggio di Sea Shepherd che tale rifiuto era stato emesso per sospetti relativi al possibile “turbamento della quiete pubblica”, nonostante il documento non citi chiaramente le vere ragioni legali.

bob barker

La Bob Barker è la terza nave di Sea Shepherd a raggiungere le Isole Fær Øer da giugno, ma è l’unica delle tre cui sia stato rifiutato l’ingresso nel Paese. Sea Shepherd ritiene che i rifiuti emessi dalla Danimarca siano illegali e perciò ha dato il via alle procedure di appello per opporvisi: “Per qualche strano motivo, la Danimarca sembra pensare che il modo migliore di distogliere l’attenzione dalla sua complicità e dal sostegno dato alla grindadráp sia di porre in essere ulteriori atti di incerta legalità”, ha dichiarato il Capitano Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global.
“Nonostante il fatto che il massacro dei cetacei sia proibito nell’Unione Europea, inclusa la Danimarca, la grindadráp continua con il sostegno della Polizia Danese, della Marina Militare Danese e con la benedizione del governo danese” denuncia l’associazione. “Negando all’equipaggio della Bob Barker l’ingresso nelle Isole Fær Øer, le autorità danesi hanno dimostrato che sono più interessate a sostenere il massacro dei globicefali, piuttosto che a onorare le proprie responsabilità nell’Unione Europea e a mantenere le relazioni con gli altri Paesi membri. Hanno anche dimostrato quanto Sea Shepherd sia stata efficace nel mettere la Danimarca di fronte alle proprie responsabilità relative alla continuazione del massacro dei cetacei nel regno di Danimarca”, ha commentato il Capitano Cornelissen.

Solo quest’anno, 490 globicefali sono stati massacrati nelle Isole Fær Øer e 14 volontari di Sea Shepherd sono stati arrestati per aver agito in difesa dei cetacei. Venerdì scorso, le accuse contro due dei volontari, il tedesco Tom Strerath e l’americana Susan Larsen, sono state archiviate per mancanza di prove. Nonostante ciò, la piccola imbarcazione Farley, sulla quale i due volontari si trovavano al momento dell’arresto, è rimasta nelle mani della polizia.

Mentre Sea Shepherd continua a difendere i globicefali, la pressione internazionale contro la grindadráp continua a salire dai paesi all’interno dell’Unione Europea. Ricordiamo infatti che due importanti compagnie di navigazione tedesche, AIDA e Hapag-Lloyd, hanno annunciato di aver annullato gli scali nelle Isole Fær Øer in risposta alle stragi in corso e nell’ultimo mese, rappresentanti politici del Lussemburgo, dell’Italia e del Regno Unito hanno tutti pubblicamente espresso il loro disprezzo per la pratica della grindadráp.

Infine il 18 agosto, la cittadina scozzese di Wick ha annunciato di aver troncato le sue storiche relazioni di gemellaggio, durate 20 anni, con la città di Klaksvík, e di non voler ripristinare relazioni ufficiali fino a quando la “disgustosa” strage dei cetacei non verrà vietata in tutto l’arcipelago.

“L’UE si è svegliata davanti alla vergogna della Danimarca. Gli ingranaggi si stanno muovendo in modo molto chiaro contro il sostegno alla grindadráp da parte del governo danese”, ha concluso il Capitano Cornelissen.

Fonte e foto: Sea Shepherd

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