Bocciato il programma di baleneria proposto dal Giappone

Il Comitato Scientifico dell’IWC lo blocca

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Il Comitato Scientifico della Commissione Internazionale per la Baleneria (IWC) ha negato al Giappone il consenso per portare avanti il nuovo programma di baleneria NEWREP-A, chiedendo ulteriori informazioni per chiarire le incertezze circa gli obiettivi scientifici del programma. Nella relazione diffusa ieri, l’IWC ha rilevato che il governo giapponese non è stato in grado di fornire prove sufficienti a sostegno della prosecuzione del massacro di balene in Antartide.

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Alex Cornelissen, CEO di Sea Shepherd Global, si dice incoraggiato dai risultati ma ha invitato il Comitato a respingere in toto i tentativi del Giappone di riprendere la caccia commerciale alle balene sotto la copertura del NEWREP-A: “Per anni il governo giapponese ha continuato a uccidere illegalmente balene in Antartide, utilizzando la scappatoia della ricerca scientifica per tentare di giustificare le sue deplorevoli operazioni di bracconaggio. Grazie ai dieci anni di azione diretta di Sea Shepherd, che hanno portato all’attenzione del mondo le operazioni di baleneria illegale del Giappone, tale scappatoia è stata ora chiusa. La nostra speranza è che il Comitato sia in grado di considerare il NEWREP-A per quello che realmente è: un altro tentativo del Giappone di resuscitare le proprie attività illegali di baleneria commerciale in Oceano del Sud, nascoste sotto la falsa scusa della ricerca scientifica. Esortiamo l’IWC ad applicare i principi del diritto internazionale, già ribaditi dalla sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja, e a garantire che il governo del Giappone non possa in alcun modo continuare le proprie attività di bracconaggio ai danni delle balene”, ha detto Cornelissen.

Questo è il secondo ostacolo ufficiale contro il quale va a scontrarsi quest’anno il programma NEWREP-A. Nel mese di aprile, un gruppo di esperti indipendenti, che fornisce consulenze all’IWC, ha dichiarato che il NEWREP-A non contiene informazioni sufficienti per giustificare il reiterato massacro delle balene in Antartide.

Questo programma è stato sviluppato a seguito della storica decisione emessa dal più alto organo giurisdizionale a livello internazionale, la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja (ICJ), nel marzo 2014. Dopo quattro anni dall’inizio della causa da parte di Australia e Nuova Zelanda, la Corte ha stabilito che il precedente programma di baleneria del Giappone, il JARPA II, in vigore dal 2005, era in realtà un’operazione commerciale illegale e, di conseguenza, ne ha ordinato l’immediata cessazione.

“Alla luce del suo continuo disprezzo del diritto internazionale, il governo giapponese corre il rischio molto concreto di diventare uno stato canaglia, una posizione che ha riflessi negativi su tutto il paese che si spingono ben oltre la questione della baleneria illegale. È il momento che il Giappone vada avanti e ricostruisca la sua reputazione a livello internazionale per unirsi al resto del mondo del 21° secolo, lasciando le proprie operazioni di baleneria commerciale chiuse nei libri di storia, dove è giusto che stiano”, ha concluso il Capitano Cornelissen.

Fonte: Sea Shepherd
Foto: Wikipedia

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