Miti da sfatare: la passeggiata è un incubo!

Piccoli trucchi per un felice tempo libero insieme

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“Il mio cane non sa cosa sia il richiamo, quando siamo in giro per lui non esisto”

“Quando siamo al parco più chiamo il mio cane, più non mi considera. Se faccio per raggiungerlo scappa ancora più in là!”

Guinzaglio e richiamo, due nemici belli tosti per moltissimi amici umani. Ma come mai è così difficoltoso insegnare al nostro amico a quattro zampe a non tirare e a tornare da noi quando lo chiamiamo?

Punto 1 – IL GUINZAGLIO

Il cane ha quattro zampe noi due, quindi per forza di cose cammina più veloce. Solitamente quando il cane esce in passeggiata è in stato di agitazione ancora prima di uscire dalla porta. Quando lo leghiamo a quel guinzaglio noi non esistiamo più, tutto risulta più interessante di noi. Perché?

cane-guinzaglio

Ovviamente tutto varia da soggetto a soggetto, dalla caratteristiche di razza, ma soprattutto da quanta attività svolge il vostro amico durante il giorno. Infatti, la prima regola in assoluto per imparare qualcosa è la costanza: senza costanza non possiamo pretendere di insegnare qualcosa al nostro amico (ma questo vale anche per qualsiasi essere vivente). Se non usciamo in passeggiata con il nostro amico tutti i giorni, se non gli diamo la possibilità di scaricare le energie accumulate, non potremo assolutamente pensare di avere una buona gestione al guinzaglio né tanto meno un buon richiamo.

Proviamo a metterci un po’ di più nei panni del nostro peloso: immaginiamo noi stessi dopo una settimana di febbre, costretti a letto, senza possibilità di leggere o di giocare ai videogame… Finalmente guariti, si può uscire!!! Stato di estasi da 1 a 10?!?
Immaginiamo, ora, di venire pure portati in via Montenapoleone a Milano, con una carta di credito illimitata, ma…legati a una corda, quindi niente shopping sfrenato! Come reagiremmo?
E non è forse vero che se siamo abituati a passeggiare per le vie del centro quotidianamente, o andiamo a correre al parco tutte le sere, il nostro umore è decisamente migliore? La stessa identica cosa vale per i nostri amici pelosi.

Un cane che può essere lasciato libero e che fa almeno tre passeggiate al giorno – insieme ad accorgimenti ed esercizi precisi – avrà molti meno problemi di gestione e sarà molto più sereno.
Sfruttare l’attaccamento di un cucciolo appena arrivato ci può sicuramente facilitare in questo percorso educativo, ecco perché non mi stancherò mai di consigliare un progetto di puppy class.
Sicuramente educare il nostro cane fin da cucciolo renderà l’impresa molto più semplice, ma non dobbiamo pensare di non poter correggere il nostro vecchio amico. Con un po’ di esercizio e un po’ di impegno anche un cane adulto può imparare.

Punto 2 – IL RICHIAMO

Oltre agli accorgimenti di cui sopra, che sono validi anche per il richiamo, ci sono alcuni punti essenziali per aiutarci con questo faticoso, ma importantissimo comando.

cani-richiamoNon rincorriamo mai il nostro cane, potremmo essere fraintesi in men che non si dica: giochiamo a rincorrerci?? E vi garantisco che non esiste maratoneta che possa vincere su un cane!

Attiriamo la sua attenzione nel momento del richiamo: niente toni tristi o peggio arrabbiati, ma usiamo toni allegri e felici, come se avessimo vinto alla lotteria. Il momento del suo ritorno da noi deve essere sempre felice e mai essere motivo di timore: premiamolo appena arriva da noi con bocconcini, carezze o parole di lode.

Non leghiamolo e non portiamolo via dal gioco ogni volta che lo richiamiamo, altrimenti assocerà presto il comando a una cosa negativa. Mentre siamo in area cani o liberi per i boschi chiamiamolo ogni tanto, premiamolo e lasciamolo tornare alle sue faccende.

Quando lo richiamiamo, se fatica a tornare muoviamoci in direzione opposta e, se possibile nascondiamoci, in modo da essere in grado  di vederlo senza essere visti. Rimarrete stupiti dalle corse che faranno per venire a cercarci.

Non sgridiamo o puniamo mai il cane che torna da noi dopo troppo tempo, sarebbe controproducente e la volta dopo sarà ancora peggio.
E’ bene dire che ci sono alcune razze, come i segugi, che faranno sempre molta più fatica di altri a tornare al richiamo perché quando seguono piste odorose, tutti gli altri sensi vengono abbandonati, compreso l’udito. Se abbiamo un beagle, un setter o un breton, quindi, oltre a quanto detto sopra dovremo armarci di pazienza e di fiducia. L’esplorazione è una caratteristica intrinseca nel loro DNA, non possono farne a meno.

Le prime volte che vi eserciterete con il richiamo assicuratevi di essere in aree recintate o comunque più che sicure, la base per una buona relazione è l’aver acquisito una buona fiducia l’uno dell’altro e per questo ci vuole tanto tempo.

Federica Villa

Educatrice Cinofila presso Asilo per cani Dog is Good

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