Canile Parrelli (Roma): atto finale?

Confermata la chiusura delle indagini. LAV: “Il Sindaco Marino revochi l’autorizzazione per evitare la riapertura del canile”

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La Procura della Repubblica di Roma ha rinviato a giudizio la proprietaria del canile Rifugio Parrelli (Roma), due collaboratori, cinque veterinari della Asl Roma B e il direttore sanitario della struttura, e vi sarà un unico processo. Lo annuncia con grande soddisfazione la LAV in un comunicato emesso la scorsa settimana, che ora si augura un intervento del Sindaco Marino affinché il canile non riapra più.

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Pluridenunciata negli ultimi 20 anni, la struttura era stata posta sotto sequestro a ottobre 2013 in seguito a una precedente ispezione, scaturita da una dettagliata denuncia presentata dalla LAV per gravi ipotesi delittuose, tra cui il reato di maltrattamento di animali (art. 544 ter del Codice penale), detenzione incompatibile (art.727 C.p.) ed esercizio abusivo della professione medico veterinaria (art. 348 C.p.). Roma Capitale è stata nominata, dal magistrato, custode giudiziario degli animali, in collaborazione con la Asl. L’inadeguatezza della struttura e la sua illegalità, conferma la LAV, sono state confermate dal Tribunale del Riesame. A Luglio 2014 la LAV, autorizzata in un primo momento dalla Procura della Repubblica di Roma ad entrare nel “Rifugio” con l’obiettivo di promuovere le adozioni degli animali, con il supporto delle associazioni Alfa e AVCPP, ha chiesto e ottenuto la custodia dei cani e dei gatti in uscita, procedendo sistematicamente al trasferimento degli stessi fino al definitivo svuotamento della struttura, avvenuto in data 24 marzo 2015.

“Ora attendiamo un atto, dovuto e deciso, da parte del Sindaco Marino” afferma LAV “per disporre la revoca immediata dell’autorizzazione sanitaria all’ex canile, perché quanto di grave accaduto all’interno di quella struttura non possa mai più ripetersi. Non sarebbe tollerabile che una struttura svuotata per ordine della Magistratura, grazie ai volontari e alle risorse delle Associazioni, torni ad ospitare animali e reiteri condotte di maltrattamento.”

In questi anni, secondo la LAV, gli animali hanno subito una situazione di gravissima costrizione, lesiva del loro benessere psicofisico. “Esprimiamo la nostra soddisfazione per la decisione della Procura della Repubblica” prosegue la LAV “una vicenda drammatica che si è trascinata per troppo tempo sulla pelle di animali indifesi, e con precise responsabilità che la Magistratura ha finalmente accertato, grazie ad inequivocabili elementi di prova. LAV si costituirà parte civile nel procedimento penale che vede sotto accusa la gestione di un canile drammaticamente conosciuto, anche dall’opinione pubblica estera, per le condizioni tragiche in cui erano tenuti gli animali che vi conducevano una vita d’inferno”.

Fonte e foto: LAV

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