Pecora uccisa a calci e bastonate a Arco

LAV: condannato il colpevole

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Il Tribunale di Rovereto (TN), ha condannato un pastore di Arco (TN) alla pena pecuniaria di 5 mila euro, per maltrattamento di animali con l’aggravante della morte. Ne dà notizia la LAV che nel 2013 aveva denunciato il pastore, in relazione al ritrovamento di una pecora morta a causa delle bastonate e delle percosse ricevute. A sottolineare la gravità dell’accaduto, la decisione del Giudice di disporre la conversione della pena pecuniaria in pena detentiva, qualora il condannato non dovesse pagare.

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L’episodio era avvenuto nel marzo del 2013 quando alcuni volontari della LAV, in seguito ad una telefonata anonima, avevano trovato una pecora morta dopo una lunga agonia, con le orecchie recise, dalle quali erano stati tolti i marchi auricolari attestanti le generalità e la proprietà dell’animale. Sul luogo erano accorsi anche i Carabinieri, il veterinario di turno dell’Azienda Sanitaria Provinciale e i Vigili del Fuoco, per gli accertamenti e permettere l’esame del corpo dell’animale, grazie ai quali la sede nazionale della LAV ha potuto sostenere la denuncia per violazione dell’articolo 544 ter del Codice penale.

“Siamo molto soddisfatti per la punizione del responsabile di questo terribile gesto, anche se nulla potrà ripagare le sofferenze patite dal povero animale, percosso, ucciso e mutilato” dichiara Simone Stefani, Responsabile della LAV per il Trentino “a tale proposito, le foto scattate la sera del ritrovamento erano drammaticamente eloquenti e furono diffuse affinché costituissero un monito sia per l’esecutore materiale del fatto, che per il proprietario degli animali, che insultò e minacciò i volontari LAV, anche in presenza delle Forze dell’ordine. Una vicenda che giunge finalmente a termine, con una sentenza di condanna, aggravata dalla previsione della pena detentiva in caso di mancato pagamento della sanzione disposta e che rappresenta un segnale forte e chiaro, per gli autori di reati contro gli animali”.

Fonte: Lav

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