Nato, morto e risorto

Ruby: la vera storia di un cane di canile

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COVER-Avevo-solo-una-manciata-di-stelleSette anni in tutto dall’inizio della mia prigionia. Ero cresciuto e invecchiato nel mio cubo. La vita mi era scivolta tra le zampe, come un soffio di vento autunnale che agita l’erba in un campo incolto arso dal sole. Durante quel lungo periodo avevo dimenticato l’odore dell’erba, la sensazione di correre, il piacere di sentire il vento nelle orecchie. Avevo dimenticato i fiori e il tepore delle pigre ore trascorse al sole di primavera. Avevo dimenticato i sapori del cibo e il rumore dello scorrere dell’acqua.”

La deprivazione. Totale. Questa è la realtà di molti cani che vivono nei canili italiani.

Nessuna passeggiata. Nessuna carezza. Nessun gioco. Solo un cubo di cemento da dividere con altri, che il più delle volte sono amici e nemici: amici nella solitudine e nelle notti gelide di inverno, in cui vicini si sta un po’ più caldi, nemici quando arriva quel poco cibo che viene somministrato giornalmente.
Niente riscaldamento nei box, nessun riparo dall’umidità, nessuna speranza di sopravvivenza. Per alcuni si tratta solo di attendere la morte, in queste condizioni più che mai liberatoria, perché un’adozione, una casa, una famiglia, quando condividi i tuoi latrati con altri 500, 1000 cani che condividono con te la triste sorte del canile sembra più che mai un’utopia.

Questa è la vita che ci viene raccontata attraverso gli occhi di Ruby, un cane nato (libero), morto (in canile) e risorto (grazie alle splendide persone che lo hanno adottato).

ProtagonstiDelLibroSembra impossibile che in un Paese civile, o che almeno così ama definirsi, esistano ancora certe realtà. Eppure ci sono, anche se spesso sembriamo esserne a conoscenza solo noi addetti ai lavori, che ci occupiamo di adozioni, mentre le istituzioni sembrano, non di rado, non vedere.

La vita in canile è per un cane simile a ciò che per un umano dev’essere la reclusione in una prigione di massima sicurezza. Ma con la terribile, angustiante aggravante di non sapere né il motivo per il quale ci si trova li, ne per quanto quella situazione potrà durare” queste le parole con cui Ruby ci prende per mano e ci accompagna nel viaggio della sua esistenza.

Ruby ha vissuto otto interminabili anni in un canile senza mai uscire dal suo box. Poi, un giorno, una famiglia lo ha finalmente adottato. Da allora, anche se non più cucciolo, ha iniziato a vivere, e ha scoperto di avere, oltre alla sua prima vera casa, anche una nuova vita davanti a sé.

E proprio per dare speranza a chi il suo lieto fine non l’ha ancora trovato, si è messo in gioco. Il cubo di Ruby biografia autopubblicata nel 2013 è diventata un caso editoriale sul web, tanto che ha attirato l’attenzione della Sperling & Kupfer che ne ha curato nel 2015 la riedizione, con il titolo Avevo solo una manciata di stelle.

bambini rubyE’ un libro educativo, una finestra aperta sulla realtà di molti canili italiani ma non dal punto di vista umano, bensì dal punto di vista di chi (come Ruby) vi è stato rinchiuso senza colpa per tutta una vita. La sua storia è stata utilizzata anche per sensibilizzare alcune classi di una scuola elementare, dove i bambini dopo la lettura, hanno realizzato splendidi disegni ispirati alla vita in canile.

Ruby and Family

Avevo solo una manciata di stelle arriva nelle librerie, e online come E-book, dopo un lungo percorso: Ruby, infatti, da vita prima nel 2008 alla pagina Facebook di Secondazampa, grazie all’aiuto di Stefano e Carola, i suoi umani, proprio con l’intento di aiutare chi ancora aspetta dietro le sbarre. La community di Secondazampa ha superato oggi i 110 mila utenti e continua ad occuparsi di sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di trovare nuovi potenziali volontari, donatori o genitori adottivi. Nel 2013 nasce anche il sito Secondazampa.com dove i cani stessi danno voce a una community sensibile, un progetto editoriale più ampio, dedicato al mondo degli animali domestici, che al contempo offre ampia visibilità a quelli meno fortunati.

Si ringrazia per le foto e i materiali in primi l’Augusto Presidente, Ruby, Carola e Stefano.

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