Ferrara: un nuovo massacro di nutrie

Lega Nazionale per la Difesa del Cane denuncia: al via una nuova mattanza

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L’ennesima ordinanza apre un’altra mattanza di questi innocenti roditori declassati a specie nociva da una circolare ministeriale che, per Lega Nazionale per la Difesa del Cane, deve essere ripensata.

“Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha appreso con sconcerto dell’ennesima ordinanza, questa volta emanata dalla Provincia di Ferrara, finalizzata allo sterminio sistematico delle nutrie presenti sul territorio, responsabili, a loro detta, di incommensurabili danni a colture e ambiente e di rappresentare un pericolo per la pubblica incolumità” dichiara l’associazione “Disgraziatamente questo genere di iniziative sono molto comuni, infatti svariate pubbliche amministrazioni locali, su pressione di agricoltori e lobby venatorie, istituiscono periodicamente vere e proprie mattanze a danno di questi poveri animali.”

NutrieLa nutria, detto comunemente castorino, è un mammifero roditore originario del Sud America, importato nel nostro paese quando la sua pelliccia era molto richiesta. Un volta tramontata la moda, gli allevatori pensarono bene di disfarsene liberando gli animali sul territorio dove hanno proliferato costantemente.

Attualmente la nutria è entrata nel mirino di cacciatori e di coltivatori. Le nutrie sono state persino accusate di aver provocato, nel gennaio del 2014, un’alluvione nel modenese, per essere poi scagionate durante un’audizione in Regione dall’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po), che ufficialmente ha dichiarato che il cedimento dell’argine della Secchia non era stato causato dalle tane dei roditori bensì da una mancata messa in sicurezza degli argini stessi, continua l’associazione.

In merito ai presunti danni all’agricoltura, stando ai dati relativi alla percentuale di indennizzi causati dagli impatti della fauna selvatica, la nutria influisce per un 5% sui costi erogati per i risarcimenti. Fra l’altro, le nutrie non sono solite saccheggiare i campi in quanto preferiscono nutrirsi della vegetazione presente in prossimità degli argini e dei corsi d’acqua.

Infine non esiste una problematica igienico-sanitaria a carico di questi animali per il possibile pericolo di contagio da leptospirosi, come è stato ribadito più volte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Brescia e da altri istituti. Nonostante ciò, Il Ministero della Salute e il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali hanno indirizzato una nota circolare interministeriale alle autorità regionali e provinciali nella quale stabilisce per le nutrie la perdita di status di fauna selvatica trasferendole nel novero delle specie nocive concedendo così il via libera a stermini di massa ingiustificabili e facendo in modo che nei loro confronti venga a decadere la tutela della Legge 189/04 inerente il maltrattamento di animali.

“Lega Nazionale per la Difesa del Cane non condivide le linee guida della circolare in oggetto, priva di motivazioni coerenti e scientifiche. Una circolare emanata forse troppo frettolosamente, che oltretutto dà via libera a uccisioni con qualsiasi mezzo a disposizione causando strazio e sevizie agli animali, così come mostra un ormai tristemente noto filmato che riprende un presunto incaricato per questa attività mentre uccide a badilate un’innocente nutria in pieno centro di Cremona, incurante degli increduli e inorriditi passanti.” dichiara Michele Di Leva, responsabile LNDC caccia e fauna selvatica. “L’Associazione non ritiene accettabile un tale deprecabile modus operandi, inevitabilmente incoraggiato da un documento che esenta dal reato di maltrattamento chiunque voglia dilettarsi nel massacrare una nutria con qualsiasi mezzo e auspica una riflessione in merito e soprattutto un doveroso ripensamento.”

Fonte: LNDC
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oto:wikipedia

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