Abruzzo: confermato l’avvelenamento delle 10 volpi

Il Parco Nazionale ora è stato completamente bonificato

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Carne e un potente insetticida: questo il mix trovato dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Avezzano (AQ) sulle esche rinvenute nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise in data 23 marzo, che hanno causato la morte delle 10 volpi ritrovate nelle scorse settimane. La sostanza letale, l’Aldicarb, è un potente veleno largamente diffuso in agricoltura, che provoca un grave stato di contrazione spastica in tutta la muscolatura fino al decesso che avviene, a seconda della dose assunta, nel giro di 4-6 ore.

volpi_abruzzo-300x168Grazie all’impegno congiunto delle Guardie del Parco e del personale del Corpo Forestale dello Stato, con l’ausilio del nucleo cinofilo antiveleni del CFS, si è provveduto a circoscrivere e bonificare l’area del ritrovamento dei cadaveri, scongiurando così l’eventualità che altri animali rimanessero vittime del gesto criminale.

“Auspicando che questo ulteriore elemento d’indagine risulti proficuo per le attività investigative della magistratura locale, Lega Nazionale per la Difesa del Cane ribadisce la sua ferma intenzione a costituirsi parte civile in un eventuale procedimento a carico dei responsabili, e ha già dato la propria disponibilità alla partecipazione a un ipotizzabile tavolo di coordinamento presso la Prefettura dell’Aquila per la gestione e il monitoraggio del fenomeno, in ottemperanza dell’Ordinanza del Ministero della Salute sulle Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati”, così come LNDC aveva del resto già dichiarato in una lettera aperta al presidente dell’Ente Parco.

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