400 tartarughe cercano casa con urgenza

Appello di AAE Onlus

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Le tartarughe sono tra gli animali non convenzionali più ricercati da tenere nelle nostre case, e in commercio si trovano tante specie diverse, di tutti i prezzi; spesso si riesce anche a trovare animali in adozione o in regalo, senza alcuna spesa. Tuttavia spesso questi rettili vengono acquistati senza esaminare importanti fattori, che portano poi all’abbandono quando la piccola tartarughina della vaschetta diventa un esemplare adulto.

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Sfatiamo prima di tutto un falso mito: le mini tartarughine dei garden non restano piccole per sempre. Sono cuccioli e come tali sono destinati a crescere.

Inoltre le tartarughe comprendono circa 300 specie, alcune delle quali rarissime e altre molto comuni; quelle tenute come pet in Italia sono poche dozzine, e sono quelle di cui si occupa principalmente la AAE. Essendo questi rettili un gruppo molto eterogeneo per consistenza numerica, diffusione, sfruttamento nel mercato dei pet, disponibilità commerciale, legislazione, saranno di conseguenza molto diverse anche le problematiche che riguardano le diverse specie e le considerazioni legate alla loro detenzione in cattività.

Le più comuni e le più diffuse sono le tartarughe d’acqua dolce (semiacquatiche) americane.
Queste tartarughe appartengono principalmente al genere Trachemys (in particolare la specieTrachemys scripta), più raramente Pseudemys. Da decenni vengono allevate in modo massiccio ed esportate in tutto il mondo a centinaia di migliaia. Grazie alla loro robustezza, vengono comunemente vendute nei negozi con l’assicurazione che per il loro mantenimento basta una vaschetta di plastica e dei gamberetti secchi. Purtroppo la loro corretta gestione è molto più impegnativa e richiede, in condizioni ideali, un grande terracquario dotato di filtri, termostati e zona asciutta riscalda, e un’alimentazione variata. Da sub adulte e adulte, l’unica sistemazione veramente adeguata è poi un laghetto all’aperto. Molto spesso le piccole tartarughe vengono acquistate senza l’avvertenza che, se non muoiono prima per le cure inadeguate, cresceranno fino a raggiungere, secondo la specie e la sottospecie, i 25-40 cm di lunghezza: altro che vaschetta di plastica…

A questo punto le non più tanto piccole tartarughe, diventate grosse e mordaci, rappresentano spesso un ingombro di cui non si sa come liberarsi, e vengono abbandonate in fontane, fiumi, laghi e canali. Essendo rettili robusti e adattabili, le Trachemys negli ultimi anni hanno colonizzato con successo ambienti acquatici in tutto il mondo, Italia compresa, a discapito delle specie autoctone di anfibi, rettili e vegetazione acquatica. Per questo motivo alcuni anni fa era stata proibita l’importazione in Italia di Trachemys scripta elegans (la tartaruga dalle orecchie rosse), di cui peraltro è consentita la riproduzione e la libera detenzione. Ciò non ha sortito alcun effetto, dal momento che il divieto è stato aggirato con l’importazione di altre sottospecie, in particolare T. s. scripta, la tartaruga dalle orecchie gialle, che presentano esattamente le stesse problematiche.
L’abbandono di queste tartarughe in natura sta rappresentando una vera e propria emergenza.

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UN IMPEGNO A LUNGO TERMINE

Le tartarughe sono proverbialmente longeve: possono vivere dai 20-30 anni di quelle d’acqua dolce agli 80-100 e oltre di quelle terrestri. Adottarne una significa prendere l’impegno di curarla per tutta la durata della sua vita. Considerando che potrebbe anche sopravviverci, non sarebbe neppure sbagliato pensare alla sua sistemazione futura. Inoltre come tutti gli animali potrebbe aver bisogno di cure veterinarie e come spesso accade per gli animali esotici, gli specialisti non sono molti, e le tariffe non sono delle più economiche. E’ importante considerare anche questo aspetto, prima di accogliere in casa uno di questi esemplari.

Infine sottolinea l’associazione “le tartarughe sono indubbiamente animali affascinanti, ma non sono oggetti da collezione o ornamenti della casa o del giardino. Sono esseri viventi che meritano rispetto. Se abbiamo un giardino o un laghetto possiamo ospitare degnamente diversi tipi di specie ma molte altre, come le tartarughe tropicali, vanno alloggiate in un terrario. È giusto tenere rinchiuso un animale in una scatola di vetro, più o meno grande, per il nostro piacere? Lo considereremo accettabile per un cane o un gatto? Sarebbe bene porci questi interrogativi prima di comprare o adottare delle tartarughe, e contribuire al loro sfruttamento commerciale.”
La AAE ha in carico centinaia di questi rettili da collocare presso chi ha la possibilità di garantire loro un ambiente adeguato.

Per maggiori informazioni sulle varie specie di tartarughe cliccate qui.
Per maggiori informazioni sull’adozione di una tartaruga scrivete a adozioni@aaeconigli.it o a webm@aaeweb.net

Fonte e foto: AAE Onlus 

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