Torino: nuovo zoo a Parco Michelotti

Il 28 febbraio e il 7 marzo le associazioni in piazza

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L’evoluzione della specie contro l’involuzione della civiltà. Dopo 30 anni si ritorna a parlare a Torino di zoo e per la precisione come veicolo per “mantenere e valorizzare la memoria storico-botanica-paesaggistica-architettonica del luogo (Parco Michelotti n.d.r), offrendo a cittadini e turisti un polo permanente pluridisciplinare per attività ludiche, scientifiche e didattiche.”

Il coordinamento No Zoo, che riunisce diverse sigle dell’associazionismo ambientalista e animalista torinese, lancia una petizione popolare rivolta al Consiglio Comunale di Torino contro l’ipotesi di coinvolgere animali in cattività nell’ambito della futura destinazione del Parco Michelotti.

zoo-torino-lavA seguito dell’approvazione della relativa delibera consiliare che ha ignorato gli emendamenti volti al divieto di inserire l’utilizzo di animali vivi nel progetto di “Concessione per la Valorizzazione” del Parco Michelotti e nel successivo piano di gestione, le associazioni LAV Lega Anti Vivisezione, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, L.I.D.A, ProNatura Torino, S.O.S Gaia ed Ecopolis si rivolgono alla cittadinanza e alla pubblica amministrazione con l’obiettivo di scongiurare la riapertura di un luogo di prigionia per animali nella città.

“Nel 1987 supportati da molti cittadini avevamo plaudito alla chiusura dello zoo di parco Michelotti” afferma Marco Francone, presidente della Consulta dell’associazionismo animalista della Città di Torino e tra i protagonisti di quella conquista di civiltà. “Nel 2015 rischiamo di rivedere l’apertura di una struttura di detenzione per animali usati a scopo di intrattenimento a beneficio di soggetti privati, e non lo possiamo accettare”.

La petizione lanciata dal coordinamento interassociativo chiede, tra l’altro, il coinvolgimento delle associazioni nella fase di elaborazione del progetto di valorizzazione del parco. Attualmente, riferiscono le associazioni, il progetto del comune prevede una concessione di durata trentennale a un soggetto privato. Il coordinamento No Zoo rigetta con forza l’ipotesi di destinare il Parco Michelotti ad ospitare, seppure in maniera innovativa, forme di detenzione animale, per giunta a scopo commerciale. Le associazioni che ne fanno parte ritengono infatti che questo tipo di destinazione non possa in alcun modo rispondere agli intendimenti dichiarati dal comune in sede progettuale, riguardanti la valorizzazione della memoria storico-botanica-paesaggistica-architettonica di Parco Michelotti.

E’ possibile firmare la petizione presso i tavoli informativi LAV presenti il 28 febbraio e il 7 marzo in via Roma angolo piazza Castello a Torino, oppure presso le sedi delle associazioni che fanno parte del coordinamento No Zoo. LAV Lega Anti Vivisezione, Lega Nazionale per la difesa del Cane, L.I.D.A, Lega Italiana dei Diritti dell’Animale, ProNatura Torino, S.O.S Gaia ed Ecopolis.

Fonte e foto: Lav

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