Regole di convivenza: come inserire il secondo coniglio?

Può essere un processo complesso che richiede tempo, pazienza e determinazione.

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Dopo aver parlato di convivenza tra conigli e cani e tra conigli e gatti, vediamo insieme cosa può comportare inserire un coniglio in un ambiente dove già ne vive uno e come farli convivere in modo armonioso e pacifico.

IN DUE È MEGLIO

Il coniglio è un animale sociale e gregario, che in natura forma gruppi e colonie anche consistenti, dove esiste anche una gerarchia tra gli individui.
Tenere in casa un coniglio single può quindi essere frustrante per l’animale, soprattutto se la nostra presenza è assai ridotta per impegni scolastici o lavorativi, poiché il coniglietto potrebbe soffrire molto la solitudine.

TERRITORIALITÀ

Il coniglio, nonostante la sua socialità, è un animale molto territoriale (le femmine anche più dei maschi) e questo aspetto è quello che più condiziona l’andamento e l’esito dell’inserimento di nuovi individui.

Il colpo di fulmine non è così frequente nei conigli: al contrario, inserire un coniglio in una casa dove ce n’è già uno può essere un processo complesso che richiede tempo, pazienza e determinazione.
All’inizio infatti può essere normale vedere il proprio coniglio accogliere il nuovo/a arrivato/a con aggressività, invece che con amore e comprensione. Il processo di inserimento può richiedere da pochi giorni ad alcuni mesi, o potrebbe anche non compiersi mai.

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COME PROCEDERE

Per prima cosa occorre che tutti i soggetti coinvolti siano sterilizzati. Questo per evitare lotte per il territorio e la gerarchia dipendenti da una eccessiva pressione ormonale. Nel caso di coppie eterosessuali (di più facile gestione) si eviteranno cucciolate indesiderate; nel caso di coppie di conigli dello stesso sesso si eviteranno possibili feroci litigi, con conseguenze anche molto spiacevoli, come ferirsi gravemente (staccarsi orecchie, codino ecc). 

Sarebbe opportuno, prima di accogliere un secondo coniglio in casa, che i due potenziali futuri partner si incontrassero per una sessione di prova, in modo da non provocare traumi a nessuno dei due e da ridurre potenziali disagi per l’adottante. Alcune associazioni che recuperano e stallano conigli, offrono proprio questa possibilità, in modo che siano i conigli stessi a scegliersi (uno degli innumerevoli vantaggi dell’adozione).

Effettuare i primi incontri di inserimento in un territorio neutro, dove né l’uno né l’altro coniglio possano vantare diritti di territorialità.

Mai lasciare i conigli non ancora del tutto inseriti da soli senza sorveglianza. Essere presente per separarli serve a limitare gli eventuali danni da aggressione.

Lo spazio fisico, il luogo, l’ambiente circostante sono molto importanti. L’ideale è avviare l’inserimento in un’area di grandezza media: non troppo ampia altrimenti i conigli potrebbero non trovare il modo di interagire, ma nemmeno troppo piccola, che precluda qualsiasi via di fuga. Un corridoio, un recinto in terrazza, una stanza della casa possono andare bene.
Due lettiere (una ciascuno) e una bella quantità di fieno, cui poter attingere entrambi (il cibo unisce!) sono elementi utili durante l’inserimento, così come un trasportino ciascuno, dove potersi rifugiare e riposare se la situazione si fa troppo stressante.

Un consiglio che dà solitamente ottimi risultati è quello di dividere i due conigli con un cancelletto, una rete o un recinto, che gli consenta di vedersi l’un l’altro, di sfiorarsi e annusarsi, ma mai di attaccarsi.
Anche provare a scambiare le lettiere o collocare degli oggetti di uno nella zona dell’altro può aiutarli ad abituarsi all’odore del compagno.

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COMPORTAMENTI POSITIVI

Conoscere il linguaggio del corpo dei conigli è molto importante per poter aspirare a integrazioni rapide e felici. E’ importante che ciascuno adotti comportamenti positivi in presenza dell’altro: restare sdraiati rilassati, stiracchiarsi, sbadigliare, sfloppare (cioè sdraiarsi su un fianco).
Anche la toelettatura e l’alimentazione sono positive: un coniglio che in presenza dell’altro si pulisce, si lecca o mangia/beve, è un coniglio che si sente fiducioso e sicuro di sé, e rispettoso dell’altro e offre all’altro la possibilità di sentirsi altrettanto sicuro.
L’atteggiamento di monta può essere positivo, perché può servire ai conigli a stabilire le gerarchie. È bene prestare solo attenzione che il coniglio che viene montato accetti questo tipo di comunicazione e che non si ribelli con reazioni estreme, soffiando o ringhiando. In questo caso, bisogna separare i due conigli e far sì che ripristini l’equilibrio prima di tentare un nuovo approccio.

COMPORTAMENTI NEGATIVI

I tipici atteggiamenti aggressivi sono: coda rialzata/dritta, orecchie tese indietro, ringhi, sferrare pugni, ruotare in cerchio, rincorrere, mordere e graffiare. Se uno di questi comportamenti si verifica più volte di seguito, se nessuno dei due conigli la smette o si allontana, se porta ad atteggiamenti ancora più aggressivi, allora bisogna intervenire e separarli. Per farlo, si può bagnare il muso dei conigli con uno spruzzino pieno di acqua. Questo accorgimento può essere utile per interrompere un comportamento aggressivo sul nascere, ma è inutile se i due sono all’apice dell’attacco. In questo caso, sarà bene munirsi di un asciugamano per non rischiare graffi o morsi.

QUANDO È MEGLIO NON INSISTERE

Alcuni inserimenti non hanno e non avranno mai esito positivo. Non ci sono regole precise e ben definite e molto dipende dai conigli, dal contesto, dalla situazione.
A dispetto di alcune tecniche che possono aiutare a favorire l’inserimento e la convivenza, come il clicker training o la semplice triangolazione, ci sono casi in cui è bene lasciare i conigli tranquilli e separati.

Quando uno o entrambi i conigli sono giovani (anche se entrambi sterilizzati), nel pieno del loro vigore, della loro competitività e instabilità, ci si può dedicare all’inserimento anche per tre o quattro mesi prima di decidere di arrendersi. Se dopo questo periodo l’inserimento non è avvenuto, sarebbe bene sospendere i tentativi per almeno tre mesi e poi riprovarci.
Se uno dei conigli prevarica l’altro, lo intimidisce e lo perseguita al punto da impedirgli di mangiare, bere o muoversi liberamente, o se nonostante la nostra presenza vigile, un coniglio riceve svariati morsi e viene ferito al punto di aver bisogno di punti di sutura da parte del veterinario, bisogna interrompere l’inserimento e rimandare qualsiasi tentativo a diversi mesi dopo.

Per vari motivi un coniglio potrebbe non essere in grado di comunicare e di instaurare un rapporto con un altro.

È anche possibile rivolgersi a un veterinario esotico comportamentalista o a un operatore esperto nell’etologia delle relazioni con gli animali per cercare di capire insieme se c’è un modo per ottenere una serena convivenza.

Si può considerare infine l’idea di tenere entrambi i conigli, ma sempre separati da una recinzione attraverso cui possano vedersi, magari anche leccarsi e pulirsi a vicenda, ma mai aggredirsi. Ci sono conigli che vivono così tutta la vita, in perfetta armonia, proprio come una vera coppia, purché sempre separati da qualcosa che gli impedisca di azzuffarsi.

Romy Carminati
Etologa Relazionale. Educatrice e Mediatrice nell’Interazione e nella Relazione Umano-Coniglio
Addestrareconigli.it

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