Canile lager di Cremona: tre condanne

Lndc: “Galeazzo e gli altri cani uccisi hanno avuto giustizia”

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La lunga vicenda giudiziaria, che ha visto protagonista Lega per la Difesa del Cane e altre associazioni animaliste si è conclusa con una serie di condanne: nel il processo per il canile degli orrori di Cremona, annuncia in un comunicato la stessa Lega Nazionale per la Difesa del cane, sono stati puniti per uccisione e maltrattamento di animali (art. 544 bis e 544 ter) C. N., uno dei responsabili del canile con una condanna a due anni e due mesi, E. C. e L. G. G., volontarie della struttura cremonese con un anno e tre mesi ciascuna (con pena sospesa).
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Le indagini iniziarono proprio con un esposto di LNDC datato giugno 2007 che, grazie alla Presidente della Sezione di Cremona, Rosetta Facciolo, portò alla luce gli orrori dell’ex canile comunale della città lombarda, gestito ai tempi dall’Associazione Zoofili Cremonesi.

Nel rifugio, le morti improvvise e le eutanasie senza fondato motivo erano all’ordine del giorno, accompagnate da un uso troppo disinvolto di Tanax e di Pentotal (farmaci usati per la soppressione) ordinati in quantitativi eccessivi paragonati all’effettivo numero degli ospiti del ricovero. Ospiti di cui peraltro non venivano registrati i microchip e i cui cadaveri finivano ammucchiati nelle celle frigorifere della struttura.

“Con la sentenza di Cremona si è finalmente arrivati alla conclusione dell’atroce susseguirsi di eventi e Galeazzo – il cane simbolo del canile lager cremonese, dalla cui tragica morte era iniziata la vicenda – ha avuto finalmente giustizia insieme ai suoi numerosi compagni di sventura, immolati per colpa della crudeltà umana” conclude l’associazione.

Fonte: LNDC

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