Cremona: il processo al “canile degli orrori” rinviato a metà febbraio

La Lega Nazionale per la Difesa del Cane chiede una condanna esemplare

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Il Tribunale di Cremona ha aggiornato al 17 febbraio il processo per la vicenda del canile comunale della città lombarda trasformato in lager. Il processo vede Lega Nazionale per la Difesa del Cane parte civile con l’avvocato Gian Luca Scagliotti, assieme ad altre associazioni animaliste.
Un canile dove, racconta la Lega, gli animali sarebbero stati soppressi senza una causa apparente e l’uso del Tanax e del Pentotal sarebbe stato troppo disinvolto. Dal processo sarebbero emerse inoltre diverse irregolarità nella gestione della struttura con incongruenze nei registri, mancate corrispondenze numeriche con differenze sostanziali anche di 100/150 cani, nessuna registrazione di microchip e, sarebbero state evidenziate problematiche legate al registro delle eutanasie con un’elevatissima percentuale di mortalità non nella norma in un canile che ospitava circa 350 cani.
lndc-cremona-processoIn sede dibattimentale il PM ha chiesto condanne dai 9 mesi ai 5 anni per gli imputati, tra cui oltre ai responsabili del canile, ci sarebbero anche due volontarie e il veterinario Asl.
L’inchiesta, riporta l’associazione, ebbe inizio con un esposto di LNDC del giugno 2007 in seguito alla vicenda di Galeazzo, un cane abbandonato che Lega Nazionale per la Difesa del Cane aveva cercato di riprendere dal canile cremonese, trovando solo un sacco nero con un cadavere e un certificato di morte per torsione dello stomaco: una patologia non molto diffusa che, però, nella struttura lombarda – sottolinea LNDC – aveva dimensioni fuori statistica – un dato che aveva insospettito Rosetta Facciolo, Presidente della sezione di Cremona di LNDC. In un’udienza del processo – quella dell’11 febbraio 2014 – venne ascoltata anche Rosalba Matassa, responsabile dell’Unità Operativa per la tutela degli animali del Ministero della Salute, la quale denunciò – precisa ancora LNDC – prescrizioni enormi di farmaci destinati all’eutanasia da parte delle maestranze del canile, “Un quantitativo enorme, 239 flaconi di Tanax, pari a 11.950 millilitri di farmaco utilizzati in sette anni, un quantitativo sufficiente a sopprimere più di 1000 cani di grossa taglia” – sostenne la funzionaria. Insieme con la dottoressa Matassa, sempre nel corso della medesima udienza, il Tribunale sentì anche alcuni dipendenti del canile e diversi volontari che vi prestavano la loro opera. “Unanime lo sdegno nell’aula per le loro testimonianze: cucciolate intere soppresse, cani malati che venivano immediatamente sottoposti a eutanasia senza un reale motivo, celle frigorifere piene di cadaveri di animali ammassati gli uni sugli altri in una sequenza da film dell’errore. Un dato per tutti. Dal 2001 al 2008 sono stati smaltiti dal canile lager di Cremona 80.993 chili di carcasse per un totale di 3.848 cani. Ed è anche alla luce di tutto questo che LNDC auspica che il 17 febbraio si riesca veramente a concludere con una condanna esemplare la lunga vicenda del canile lager di Cremona. Perché orrori come questo non dovranno mai più ripetersi” conclude l’associazione.

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