Depenalizzazione dei reati a danno di animali

Mail bombing su Governo e Parlamento. Forse una nota del Governo fa ben sperare

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La Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, fondata da LAV, ENPA, OIPA, Lega Nazionale per la Difesa del Cane e Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, che oggi riunisce 34 associazioni animaliste e ambientaliste, lancia un mailbombing di protesta contro lo “Schema di Decreto Legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto” – definito dalla Federazione un vero e proprio “colpo di spugna” che rischia di cancellare in un attimo dieci anni di norme penali su maltrattamenti e uccisione di animali. Tali reati, infatti, sottolinea la Federazione, rientrano nel limite massimo dei cinque anni di reclusione per i quali, secondo il decreto, scatterebbe la non punibilità.  Infatti l’art. 1, comma 1, lett. m, della legge 28 aprile 2014, n. 67 conferisce delega al Governo per «escludere la punibilità di condotte sanzionate con la sola pena pecuniaria o con pene detentive non superiori nel massimo a cinque anni, quando risulti la particolare tenuità dell’offesa e la non abitualità del comportamento, senza pregiudizio per l’esercizio dell’azione civile per il risarcimento del danno e adeguando la relativa normativa processuale penale.

beagle monza
Perciò la Federazione chiede a tutti i cittadini di inviare e-mail di protesta al premier Renzi, al ministro della Giustizia Orlando e ai membri delle commissioni Giustizia di Camera e Senato (clicca QUI per il testo da inviare)
Se il testo fosse approvato, dichiarano le associazioni, molti importanti processi non potrebbe più essere celebrati, uno su tutti quello di Green Hill, riducendo tutto a una causa in sede civile per risarcimento danni. Per i reati contro gli animali come per tanti altri, peraltro – dal furto all’abuso d’atti d’ufficio, dalla bancarotta semplice – scatterà la depenalizzazione, perché lo Schema di Decreto Legislativo in questione, stando a quanto ha scritto il Governo, una volta approvato, consentirà una più rapida definizione, con decreto di archiviazione o con sentenza di assoluzione, dei procedimenti iniziati nei confronti di soggetti che abbiano commesso fatti di penale rilievo caratterizzati da una complessiva tenuità del fatto, evitando l’avvio di giudizi complessi e dispendiosi laddove la sanzione penale non risulti necessaria.
La riforma del Codice penale sugli animali, realizzata nel 2004 dalla Legge 189 – con sanzioni inasprite nel 2010 dalla Legge 201 – per la Federazione ha rappresentato una pietra miliare nel riconoscimento della tutela degli animali nel nostro ordinamento giuridico.
E mentre le associazioni si stanno battendo da anni per chiedere pene più severe per i reati contro gli animali, se sarà approvato in via definitiva lo “Schema di Decreto legislativo recante Disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”, invece, l’Italia legittimerà il maltrattamento degli animali. La Federazione conclude: “È giusto, doveroso, snellire il carico dei procedimenti giudiziari, ma non lasciando impuniti penalmente gli autori di reati gravi che destano allarme sociale”.
Tuttavia a riaprire il dialogo sarebbe giunta una nota del Governo, secondo la quale già oggi quei particolari reati sono esclusi e che nel testo finale del provvedimento si terrà conto della loro specificità in quanto lo Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto, avrebbe come presupposto la possibilità che la vittima si opponga all’archiviazione stessa del reato proposta dal pubblico ministero. Questo meccanismo non sarebbe applicabile a questi specifici reati – dato che l’animale vittima non ha facoltà di opporsi – e pertanto sembrerebbe nelle intenzioni del Governo tenerne conto nel testo finale del provvedimento.

 Foto: Enpa

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