Lega Nazionale per la Difesa del Cane parte civile nel procedimento contro l’allevamento Vignola dei Conti

Al vaglio degli inquirenti ulteriori ipotesi investigative

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allevamento_bolognaRicorderete certamente il servizio di Striscia la Notizia di un paio di settimane fa sull‘allevamento Vignola dei Conti di Vergato, in provincia di Bologna, già ribattezzato da molti l’allevamento degli orrori. Durante l’operazione denominata Argo, scattata grazie ad alcune segnalazioni, oltre che alla presenza di Striscia la Notizia, sono state riscontrate delle irregolarità attualmente oggetto di indagine: animali ormai fuori mercato o in età avanzata, oppure non più fertili sarebbero stati deliberatamente soppressi e gettati in fosse comuni all’interno dell’allevamento stesso. L’allevamento Vignola dei Conti, all’interno del quale si è svolta l’operazione condotta dal Corpo Forestale dello Stato di Lodi e Bologna è una struttura adibita alla riproduzione e alla vendita di cani corsi, di molossoidi, di barboncini, bolognesi e volpini, riconosciuta dall’ENCI.
L’intervento delle forze dell’ordine ha constatato la presenza di un cane appena soppresso che in realtà avrebbe goduto di ottima salute benché sul certificato di morte fosse riportata una diagnosi di un prolasso uterino. Secondo quanto riportato dalla LNDC, dal sopralluogo effettuato dal CFS, oltre al vero e proprio cimitero con decine e decine di carcasse, sarebbero state trovate documentazioni di scambi e transazioni con noti commercianti lombardi, già oggetto di procedimenti per traffici illeciti. Ma le indagini continuano sebbene dalle risultanze già acquisite, gli inquirenti abbiano già ipotizzato un disegno criminoso continuato e finalizzato alla selezione della specie.
Attualmente sia i 117 cani presenti nell’allevamento degli orrori sia la struttura stessa, sono stati posti sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria, nella persona del pm Massimiliano Rossi, titolare dell’indagine presso la Procura di Bologna. Inoltre è stato vietato ogni spostamento e ogni commercio degli animali.
I reati contestati al momento sono uccisione di animali e smaltimento illecito a carico sia del proprietario dell’allevamento sia del veterinario compiacente che sopprimeva gli animali presenti, ma sono al vaglio degli inquirenti le posizioni di altri soggetti le cui identità al momento non sono state rese note. Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà parte civile nel procedimento in corso: “Chiederemo non solo che i responsabili di tali crimini vengano processati per il reato di maltrattamenti e uccisione di animale, per cui rischiano da tre a 18 mesi, ma che siano riconosciute a loro carico le circostanze aggravanti legate ai motivi futili” sostiene Piera Rosati Presidente Nazionale LNDC. “Le immagini che abbiamo visto attraverso il servizio di Striscia la Notizia sono sconcertanti” afferma l’avvocato Michele Pezone, Responsabile Diritti Animali LNDC “per questo motivo doverosamente la Lega Nazionale per la Difesa del Cane sta predisponendo gli atti per costituirsi come parte offesa nel procedimento in corso. Chiediamo che, qualora dovessero essere confermate le ipotesi investigative (uccisione di animali senza motivo e smaltimento irregolare di rifiuti per le decine di carcasse di cani sotterrate) ci siano punizioni esemplari per le violazioni delle leggi penali e deontologiche che tutelano la vita degli animali.”

Foto: LNDC

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