Corse clandestine di cavalli: blitz in Sicilia nel week-end

LAV: il fenomeno è in mano alla criminalità organizzata

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Nella notte tra sabato e domenica scorsi, un’operazione della polizia ha bloccato una corsa clandestina di cavalli a Nicolosi, in provincia di Catania. Una persona è stata arrestata e sono stati sequestrati due cavalli; otto le denunce, per maltrattamento di animali e favoreggiamento personale.

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Ciro Troiano, responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV, ha così commentato la notizia: “Questa operazione è l’ennesima conferma della pericolosità sociale delle organizzazioni criminali dedite alle corse clandestine”; queste “si confermano attività zoomafiosa in cui le organizzazioni malavitose sono notevolmente presenti ed esercitano un controllo capillare. I cavalli sono costretti a correre su improvvisati e pericolosi circuiti stradali; spesso vengono drogati con stimolanti per aumentarne le prestazioni o con antinfiammatori per fargli sopportare fatica e dolore e gli incidenti non mancano. Quello accaduto nella corsa clandestina bloccata nei giorni scorsi è solo l’ultimo di una lunga serie, come dimostra, tra l’altro, il frequente ritrovamento di cavalli morti lasciati lungo le strade”.

Durante la corsa clandestina, uno dei calessi è stato sbalzato sulla strada dopo che un ciclomotore, guidato da un 24enne pregiudicato, successivamente arrestato per non aver ottemperato agli obblighi del provvedimento restrittivo al quale era sottoposto, ha urtato una ruota. Il cavallo è scivolato sull’asfalto viscido e ha riportato diverse lesioni e sono rimasti feriti anche il fantino e chi guidava la moto.

Sempre Troiano dichiara: “Fatti simili rappresentano un serio problema di ordine e di pubblica sicurezza. È evidente la pericolosità che le corse rappresentano per la sicurezza stradale e per gli animali sfruttati nelle gare”. Una corsa di cavalli su strada espone infatti gli animali al rischio di lesioni fisiche dovute al tracciato non in regola, all’assenza di accorgimenti tecnici per prevenire questa eventualità, al pericolo di scivolare sull’asfalto, alle sollecitazioni che subiscono i legamenti quando si corre su pista non battuta, alla mancanza di paratie laterali a protezione dei cavalli, all’uso smodato del frustino e così via.

“Lo ribadiamo da tempo – aggiunge Troiano –, sicuramente la normativa è carente, basti pensare al codice della strada che non prevede una sanzione penale apposita per corse clandestine di cavalli, ma è anche vero che le attività investigative sono poche e si limitano al solo blocco delle corse, senza indagini articolate e penetranti, capaci di disinnescare un fenomeno criminale sempre più offensivo. Sul piano legislativo occorre stabilire una sanzione delittuosa per chi organizza o partecipa a corse clandestine. Bisogna prevedere, inoltre il divieto di possedere cavalli, scuderie o attività inerenti l’ippica per i pregiudicati per reati a danno di animali, scommesse clandestine e gioco d’azzardo, anche attraverso l’adozione di misure di polizia, personali e reali, nei confronti di coloro che si ritiene, sulla base di elementi di fatto, siano abitualmente dediti alle corse clandestine e ai traffici delittuosi connessi, e di coloro che per la condotta e il tenore di vita, si ritiene, sulla base di elementi di fatto, che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose connesse alla corse clandestine”.

Fonte e foto: Lav

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