Preoccupazione per i cuccioli di Daniza

Nuovo appello della Lav alla Provincia di Trento. E intanto la Commissione Europea respinge la denuncia contro lo Stato delle associazioni che hanno chiesto giustizia per l’orsa

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La Lav rivolge un nuovo appello alla Provincia di Trento: “Sollecitiamo la Provincia a fornire realistiche rassicurazioni sulla sorte degli orsi e un impegno concreto a garantire la loro cura anche in futuro” chiede la Lav, “da quando il cucciolo ha perso il radiocollare, il monitoraggio è solo visivo e con foto-trappole, con 5 aggiornamenti – talvolta parziali come l’ultimo del 13 novembre – in ben 2 mesi e mezzo”.

orso
Cresce la preoccupazione per la sorte dei due orfani dell’orsa Daniza, uccisa a settembre dopo il via libera alla cattura ordinata dalla Provincia a seguito di una presunta aggressione a un cercatore di funghi che si sarebbe avvicinato troppo ai piccoli. Secondo la Lav non sono affatto rassicuranti le 8 pagine di documentazione che costituiscono le Linee guida per la gestione dei cuccioli redatte dalla Provincia di Trento benché siano state scritte con il supporto di ISPRA, che è l’Autorità scientifica italiana in materia di conservazione e gestione della fauna selvatica, ed in contatto con il Corpo Forestale dello Stato “questo documento discusso con esperti europei sull’orso bruno che hanno analizzato le Linee guida relative alla gestione di cuccioli d’orso, basate sulla letteratura internazionale più aggiornata, conclude in modo a dir poco sconcertante che: La probabilità che entrambi i cuccioli di Daniza superino l’inverno prossimo si può stimare attorno al 50%avverte la Lav. Una percentuale ben poco rassicurante.

Intanto arriva la notizia che anche la Commissione Europea ha deciso di non procedere ad alcun accertamento a seguito della denuncia firmata da Edoardo Gandini, Monica Frassoni, dal Dott. Massimo Tettamanti e dalle associazioni Animalisti Onlus, Leal e Oipa  (vedi articolo) e depositata contro l’Italia per violazione della Direttiva 92/43/CEE (cosiddetta Direttiva habitat) e della Direttiva 2000/60/CE (cosiddetta Direttiva acque) in quanto la Commissione non è competente per condurre ispezioni sul posto negli Stati membri. A quale scopo viene garantita la possibilità di denunciare una potenziale infrazione commessa da uno Stato membro se la Commissione si basa esclusivamente sulle dichiarazioni delle Autorità nazionali denunciate?
Inoltre, afferma Gandini sul suo sito “la Commissione, in conclusione della propria risposta con la quale ha comunicato la decisione di non dar seguito alla denuncia, si spinge addirittura a suggerire al denunciante di contattare direttamente le Autorità nazionali competenti, per esaminare la conformità dei provvedimenti adottati con le disposizioni nazionali di recepimento della legislazione ambientale europea e, se necessario, applicare le relative sanzioni. In altre parole, la Commissione modifica con propria iniziativa la natura e l’impianto stesso della procedura di infrazione scaricando sul denunciante le proprie prerogative e i propri poteri! Poteri che ovviamente in alcun modo sono esercitabili dal cittadino.”

Si arriverà mai ad ottenere giustizia per Daniza e i suoi piccoli?

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