10 milioni di animali selvatici vittime delle trappole

Quanto sangue per un polsino di pelliccia

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Il 15% delle pellicce derivano dalla cattura di animali selvatici. Indicativamente ogni anno 10 milioni di animali, dei 60 milioni uccisi per diventare giacche e inserti, finiscono in una trappola, un laccio o in una tagliola per essere scuoiati e trasformati in pelli. Questo è il bilancio che traccia Animal Amnesty nella sua campagna #Stopfashionvictim.selvatici pellicce trappoleCome vengono cacciati? Quattro i dispositivi più utilizzati:

LACCI: sono comunissimi cavi in metallo fermati a formare un cappio con un nodo scorsoio, disseminati nei boschi lungo i corridoi, i percorsi abituali di passaggio degli animali. Agevolmente occultabili, si usano principalmente per la cattura degli ungulati (caprioli, daini, camosci).

TAGLIOLE: sono trappole a scatto, dentellate, assicurate a un albero per evitare che gli animali fuggano portandosele dietro. I bersagli delle tagliole sono i carnivori di dimensioni abbastanza considerevoli.

TRAPPOLE A MOLLA: non hanno denti come le tagliole ma il funzionamento analogo. Risultano spesso una macchina di tortura per l’animale, poiché la sua efficacia dipende dal modo con il quale l’animale e’ rimasto intrappolato: possono imprigionarlo per il muso, la coda o addirittura per i genitali. Sono utilizzate principalmente per catturare castori, lontre di fiume, topi muschiati, visoni d’America, donnole, ermellini, martore, molfette, martore di Pennant, procioni, coyote, lupi, linci, volpi, scoiattoli.

GABBIE TRAPPOLA: utilizzate principalmente in Europa, consistono in una gabbia in ferro che scatta imprigionando l’animale appena questi cerca di prendere l’esca.

Le leggi che normano tali pratiche si differenziano da Paese a Paese. Grazie alle pressioni esercitate, gli animalisti europei sono riusciti ad ottenere, nel 1991, il divieto dell’utilizzo delle trappole a tagliola in tutta l’Europa – Regolamento (CEE) n. 3254/91 e, teoricamente, la cessazione, fin dal 1996, di qualsiasi importazione di pelliccia di animali che provengono dai paesi che utilizzano ancora questo tipo di trappola.animal amnesty trappole selvatici Inoltre verso la fine degli anni ’90 tra Usa, Russia e Unione Europea è stato anche stabilito uno standard internazionale, lo IAHTS – Agreement on Humane Trapping Standards che avrebbe dovuto vietare l’uso di metodi non conformi alle norme internazionali (optando per le cosiddette “trappole senza crudeltà”) e l’uccisione di alcune specie protette. Precisando che a nostro giudizio nessun tipo di caccia possa essere priva di crudeltà, un documento dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana ci conferma che questo standard risulta inaccettabile dal punto di vista del benessere animale: le trappole sono considerate accettabili se dai test risulta che almeno l’80% dei selvatici catturati diviene incosciente e insensibile al dolore (e il restante 20%?). Ma i test vengono effettuati in laboratorio, dove ci sono condizioni controllate ben diverse da quelle di campo. Anche la Commissione Europea nel 2011 ha concluso nel dossier “Improvement to trapping standards” che sia necessario rivedere questi parametri.

Sono inoltre consentite diverse deroghe: Canada,  Russia e USA possono oggi esportare nell’Unione Europea pellicce ricavate da animali selvatici catturati in natura, senza che siano identificati quali dispositivi effettivamente siano stati usati. Sono tenuti solo a rispettare degli indicatori del benessere degli animali, ossia in sostanza il dispositivo utilizzato rispetta le norme se il tempo necessario affinché l’animale raggiunga uno stato d’incoscienza e insensibilità al dolore è conforme a quello indicato nelle tabelle di riferimento, che è di ben 5 minuti per la maggior parte delle specie target.

Una tagliola, poi, seppur con improbabili accorgimenti come l’imbottitura delle ganasce, è uno strumento di cattura indiscriminato (si calcola che possono avvenire anche oltre il 90% di catture accidentali di specie non target) e causa gravi e inutili sofferenze agli animali: la potenza della trappola resta la stessa e le ferite inflitte agli animali sono sempre gravi: frattura delle ossa, lacerazione dei tendini, smembramenti delle articolazioni, carne strappata…selvaticiNegli Stati Uniti d’America la tagliola è lo strumento di cattura più impiegato e sono circa 150 mila i trappolatori iscritti alle associazioni venatorie. L’uso delle tagliole è esplicitamente autorizzato in ben 42 Stati, ma pure negli Stati che ne hanno fatto divieto, è comunque possibile utilizzare tagliole per la cattura di fauna selvatica richiedendo specifiche autorizzazioni. Le pelli di questi animali vengono cedute in lotti presso le case d’asta specializzate e quindi non è più possibile determinare né la provenienza, né la destinazione della pelle di un singolo animale.

In Europa invece viene utilizzata maggiormente la gabbia-trappola, che prevede un sistema di controllo giornaliero obbligatorio. Ma sono consentiti anche lacci e lacci per i piedi. La cattura di animali è consentita nell’ambito dei rispettivi quadri normativi vigenti in quasi tutti gli Stati membri. In Grecia e Italia la cattura può essere autorizzata grazie a specifiche licenze. Ad eseguire le catture concretamente possono essere indistintamente (se autorizzati) cacciatori,agricoltori, trappolatori; solo in Francia e in Belgio la figura del trappolatore è riconosciuta ufficialmente. Le catture sono praticate in Europa principalmente per la gestione della fauna selvatica e il contenimento delle specie alloctone. In Austria e Svezia la cattura con trappole è considerata una forma di caccia. Si distinguono due principali categorie di trappole: per la cattura e per l’uccisione diretta (generalmente impiegata per la cattura di piccoli roditori). Circa la metà degli stati membri prevede azioni di monitoraggio e controllo delle trappole e del numero di catture. Questa attività è delegata prevalentemente ad associazioni venatorie.

Come sottolinea Animal Amnesty, le già scarse norme che regolamentano le catture di animali sono spesso violate dai trappolatori, ad esempio le trappole vengono posizionate al di fuori dei periodi consentiti, oppure vengono impiegati lacci illegali. Del resto le operazioni di cattura sono svolte in totale assenza di un sistema di  controlli efficace.

L’associazione Born Free U.S.A. in collaborazione con l’inglese Respect For Animals per due anni (dal 2009 al 2010) è riuscita a svolgere un’investigazione in un gruppo di trappers (catturatori) attivi in Pennsylvania e New Mexico. La documentazione video-fotografica mostra immagini incredibilmente cruente, che non possono minimamente essere tollerate da nessun tipo di accordo. Sconsigliamo la visione del video a chi non sopporta le immagini cruente.

Fonti: Animal Amnesty, Tutela FaunaIstituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana

Foto: Animal Amnesty

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