Vivisezione: 169 nuovi stabulari in 3 anni

Corteo a Ferrara sabato 11 ottobre

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In teoria i principi di un utilizzo più umano degli animali senzienti nella ricerca scientifica. Secondo questi principi i ricercatori dovrebbero dimostrare per utilizzare gli animali che non ci siano alternative e che verrà fatto di tutto per ridurre al minimo il numero e le loro sofferenze negli esperimenti e nei test.

Tuttavia, secondo i dati riportati da LAV nonostante la crisi economica e i tagli alla ricerca, sono 169 le autorizzazioni per nuovi stabulari in soli tre anni di cui ben 104 con nuove specie, locali o strutture, per un totale di oltre 700 stabulari dove gli animali vengono sottoposti alle atrocità della vivisezione e uccisi.

Tra il 2010 e il 2012 le sperimentazioni “in deroga” arrivano alla cifra impressionante di 726 procedure di cui 640 relative a procedure fatte senza anestesia con un numero indefinito di animali, esperimenti che hanno comportato intensi e prolungati livelli di dolore senza alcuna forma di analgesico. Solo per citarne alcuni: sfinimento fisico fino alla morte, studio del dolore acuto, induzione di stati psicotici, attività cerebrale investigata tramite scatole impiantate nel cervello, perfusioni, schizofrenia, trapianti di organi e impianto di chiodi midollari.
Le sperimentazioni in deroga sono quelle che coinvolgono cani, gatti e primati non umani, per l’utilizzo a fini didattici e senza il ricorso ad anestesia e dovrebbero rappresentare un’eccezione, possibili solo in caso di inderogabile necessità. Ma i numeri ci raccontano un’altra storia.

La vivisezione non comporta solo la morte delle cavie coinvolte nei test, ma anche gravi effetti avversi per la nostra specie. Sono molteplici i test effettuati sugli animali che negli anni si sono rivelati inaffidabili e per nulla predittivi nei confronti dell’uomo. LAV  cita il caso del TGN 1412, testato prima sugli animali e poi su volontari umani, i quali hanno subito danni irreversibili agli organi: il farmaco era stato provato a dosi 500 volte più elevate di quelle usate per gli umani, su topi, conigli, ratti e scimmie, senza nessun effetto collaterale. .

Mentre cresce il numero di medici e ricercatori che cominciano ad opporsi alla ricerca tradizionale basata sul modello animale, non diminuiscono però i finanziamenti. Come a Ferrara, dove presso il polo chimico-biomedico dell’Università è in corso la realizzazione di nuovi laboratori di vivisezione: secondo quanto riportato da Animal Defenders i lavori sono stati finanziati attraverso 1.965.962,19 € di fondi pubblici stanziati dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del Por Fesr, Programma operativo regionale del Fondo europeo di sviluppo regionale 2007-2013. La costruzione di un nuovo stabulario, andrebbe ad ampliare quello già esistente del Laboratorio per le Tecnologie delle Terapie Avanzate, dove gli animali già vengono utilizzati a scopo di ricerca soprattutto negli ambiti delle neuroscienze e della farmacologia.

Sabato 11 ottobre alle ore 14.30 avrà luogo a Ferrara un corteo pacifico contro la sperimentazione animale e contro lo stabulario dell’Università di Ferrara organizzato da Animal Defenders e supportato da moltissime associazioni (tutte visibili all’evento Facebook)

Al termine del corteo – intorno alle 18,30 – si terrà la conferenza del Dott. Massimo Tettamanti, chimico ambientale e Responsabile Legale del progetto Italia Senza Vivisezione, e dalla Dott.ssa Valeria Roni Consulente Scientifico Leal.

 

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