Daniza: inviata la denuncia alla Commissione Europea

Le associazioni unite contro lo Stato

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La notizia è ufficiale: l’OIPA, in collaborazione con I-Care ItaliaGreen ItaliaAssociazione AnimalistiLeal e Federazione dei Verdi, ha depositato oggi a Bruxelles un atto di denuncia alla Commissione Europea nei confronti della Repubblica Italiana (Ministero dell’Ambiente, Provincia Autonoma di Trento e ogni altro eventuale organismo e/o ente pubblico la cui responsabilità dovesse sussistere) per l’uccisione dell’orsa Daniza. La condotta delle istituzioni appare, secondo le associazioni, in evidente violazione della Direttiva 92/43/CEE in relazione alla protezione rigorosa dell’orso bruno.

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L’ iniziativa, ideata e preparata da Edoardo Gandini, OIPA European Policy Officer, membro dell’European Enforcement Network of Animal Welfare Lawyersand Commissioners e giurista internazionale, con la consulenza di esperti dell’OIPA e di I-Care, fornisce un quadro preciso di quanto accaduto, analizzando puntualmente sia la situazione a livello locale sia a livello europeo ed evidenziando come la Provincia di Trento, avallata dal Ministero dell’Ambiente, abbia messo in atto una serie di provvedimenti illegittimi identificando nell’orsa Daniza un comodo capro espiatorio. Secondo quanto riportato dal comunicato emesso da Oipa infatti “La vicenda dell’orsa Daniza è emblematica di un sistema che si è creato a livello locale e avallato o ignorato a livello ministeriale. Al di là della singola questione di Daniza e dei suoi cuccioli, gravissima in quanto lei – come tutti gli animali – era un essere senziente e che avrebbe dovuto essere protetta rigorosamente secondo le normative europea ed italiana, resta il fatto che per anni le autorità locali, i loro partner e tutto il Trentino hanno beneficiato di ingenti fondi europei e ora che li hanno ricevuti non vogliono rispettare i patti – evidenzia Edoardo Gandini – Questo è sintomatico di un sistema sempre allergico alle regole e per di più impermeabile alle normative di progresso. Il disegno è davanti agli occhi di tutti: specie animali e vegetali eliminati ed ecosistemi di elevatissimo pregio naturalistico stuprati, tutto questo per meschini interessi particolari. Con questa iniziativa mi auguro che la Commissione Europea e la Corte di Giustizia vorranno prendere le giuste misure e sanzionino l’Italia; se sarà così toccherà al Governo scegliere se applicare una legge dello Stato e rifarsi sui singoli soggetti che hanno violato le normative europee oppure lasciare che siano i cittadini a pagare le pesanti sanzioni economiche” conclude Gandini.

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