Fabbriche di uova

Cosa si nasconde dietro la loro produzione?

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Per i vegani sono un alimento out come latte e formaggio, in quanto prodotto dello sfruttamento animale. Per i vegetariani, invece, sono un alimento ammesso, perché non comportano l’uccisione della gallina. Esistono quattro tipologie di uova in commercio, classificate in base al metodo di produzione. Vediamo quali sono.

codici uova

Le tipologie

Allevamento biologico – CODICE 0

Nell’allevamento biologico gli animali devono avere sempre a disposizione dei piccoli stagni nei quali poter sguazzare, e nel pollaio sono presenti anche dei galli.
Il mangime è di esclusiva provenienza biologica controllata, e costituito principalmente da cereali e mais. L’impiego di additivi per favorire la crescita, amminoacidi sintetici, mangimi modificati geneticamente, farine di pesce è severamente vietato. I pulcini devono essi stessi provenire da allevamenti biologici.

Allevamento all’aperto – CODICE 1

Garantisce il maggior rispetto per la specie avicola nell’ambito dell’allevamento commerciale. In questo caso le galline ovaiole hanno a disposizione una stalla che deve soddisfare le stesse caratteristiche viste per l’allevamento a terra, ma in più gli animali possono spostarsi dalla stalla verso uno spazio all’aperto e viceversa. Per ogni ettaro a cielo aperto possono essere tenuti un massimo di 2.500 polli: si ha cioè una superficie per singolo animale che tocca i 4 m².

Allevamento a terra – CODICE 2

Per allevamento a terra si intende la conduzione delle galline ovaiole in grandi capannoni nei quali esse possono muoversi “liberamente”. La densità di polli per m² non può superare il numero di sette, ed il pavimento del pollaio deve venire sparso per almeno un terzo della sua superficie con granaglie che permettano ai polli di beccare e razzolare.
La covata delle uova avviene in nidi comuni, mentre per il mangime e l’acqua sono disponibili vaschette di dimensioni analoghe a quelle previste per l’allevamento in batteria.

Allevamento in gabbia o in batteria – CODICE 3

Si tratta di un allevamento effettuato esclusivamente in gabbie di filo di ferro alte almeno 40 cm, con una superficie di 550 cm² per singola gallina (circa 18 per m²). Ogni animale ha a disposizione delle vaschette per l’acqua ed il mangime su una lunghezza di almeno 10 cm. Il fondo della gabbia si presenta inclinato. La luce è artificiale, e spesso essa viene tenuta accesa anche oltre la durata di una normale giornata solare, per accrescere la produzione di uova.

Al numero di codice segue una sigla che specifica il Paese di produzione delle uova (IT per l’Italia), un altro numero segnala il comune di appartenenza, mentre viene riportata anche la sigla della provincia dell’allevamento (ad es. TO per Torino). Le ultime tre cifre riguardano invece l’allevamento vero e proprio da cui provengono le uova, e servono per completarne la tracciabilità nel caso si rendesse necessario un richiamo del prodotto.

Inoltre sono divise in due categorie “A” e “B”. Le uova di categoria “A”, o uova fresche, non debbono subire nessun trattamento e non debbono essere lavate, salvo se diversamente marchiate come “uova lavate”. Le uova di categoria “B”, invece non rispondono ai requisiti previsti per la categoria “A”. Esse possono essere cedute soltanto ad imprese industriali del settore alimentare oppure all’industria non alimentare. Infine vengono divise per peso.

Ma cosa si cela veramente dietro ai codici da 0 a 3?

Ce lo spiega questo video di Essere Animali:

Sono oltre 50 milioni in Italia le galline cosiddette ovaiole, con una produzione di 12 miliardi di uova l’anno. Per soddisfare questi numeri i metodi di allevamento puntano ad ottenere al minor costo il maggior profitto: il 90% delle galline viene infatti allevato in gabbie. Nonostante, quindi, l’allevamento biologico (quello con codice 0) dovrebbe garantire una certa sicurezza e una certa etica nell’allevamento degli animali, in alcune strutture, secondo le indagini di Essere Animali, le regole non verrebbero rispettate.
Perciò, se non volete rinunciare a mangiare uova, le strade sicure sembrano essere solo due: prendere contatto con un contadino di fiducia della vostra zona che vi mostri come tiene le galline, oppure adottarne un paio.

 

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