Romania: diciamo basta alla strage

Vier Pfoten ottiene la sospensione delle uccisioni, ma il boia non ci sta

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10 mila: è il numero dei randagi uccisi da ottobre ad oggi. Da quando, cioè, è entrata in vigore la legge “ammazza-randagi”. L’autunno scorso, infatti, a seguito della morte di un bambino ucciso da un gruppo di cani vaganti, il governo romeno ha istituito un programma decisamente discutibile di eradicazione della rabbia.
Da allora migliaia di cani sono stati brutalmente imprigionati e uccisi, se non reclamati dal padrone o adottati entro 14 giorni dalla cattura.

Diverse associazioni hanno cercato in questi mesi di fermare il massacro e hanno protestato contro le terribili condizioni in cui vengono tenuti i cani in attesa di arrivare al patibolo ma a nulla sono valse le proteste, sia sul territorio che presso le istituzioni europee. Ricordiamo a questo proposito la lettera inviata lo scorso marzo dall’Onorevole Zanoni, all’epoca europarlamentare, al Commissario Ue Tonio Borg, firmata da oltre 200 associazioni e privati cittadini nella quale si sottolineava la necessità di fermare immediatamente la strage.
Finalmente, lo scorso 20 giugno l’ associazione animalista Vier Pfoten (Four Paws) è riuscita a ottenere una sospensione del programma attraverso il ricorso contro questa legge presso la Corte d’appello di Bucarest. Ma l’ASPA, il Dipartimento che ha in carico la gestione del randagismo nella città, ha continuato illegalmente le eutanasie. Sia il capo dell’Aspa, Razvan Bancescu e il sindaco di Bucarest, Sorin Oprescu, considerano la sospensione della legge come un passo indietro, rispetto all’efficiente pulizia operata dallo scorso dicembre sul territorio.
Il Governo romeno potrà decidere di appellarsi contro questa decisione. Per questo è importante sostenere Vier Pfoten in questa battaglia firmando qui la petizione.

 

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