Enpa: oggi a Bruxelles manifestazione contro i delfinari

“Non comprare un biglietto per la loro morte ma per la loro libertà”, il motto scelto per liberare i cetacei di tutta Europa

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

Manifestanti di tutti i paesi europei scenderanno in piazza oggi, all’Atomium di Bruxelles, per chiedere la chiusura di tutti i delfinari presenti in Europa, uniti dal messaggio “non comprare un biglietto per la loro morte ma per la loro libertà”. “Attualmente, in 15 paesi europei ci sono 34 delfinari dove si esibiscono oltre 300 cetacei, soprattutto tursiopi ma anche orche, beluga e focene”, dichiara in una nota Ilaria Ferri, direttore scientifico dell’Enpa che da oltre 23 anni conduce in Italia la battaglia contro la cattivita’ dei cetacei e che partecipera’ all’evento.
“In queste strutture – ha proseguito Ferri – gli animali sono protagonisti di tristi spettacoli, con i quali si finisce per insegnare ai bambini che queste creature, private della loro dignita’, sono pari ad oggetti.

Untitled

E dove è inoltre consentito nuotare, toccare e fare foto con i delfini e porre in essere fantomatici progetti di pet therapy. Mentre in Italia e’ vietato non solo entrare in contatto con questi animali ma anche nuotare con loro. Lo prevede il decreto 469/2001, che risulta essere continuamente disatteso. Proprio per questo, di recente, l’Enpa ha nuovamente richiesto ai ministeri competenti (Ambiente, Salute, Politiche Agricole, Interni) e al Servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato di considerare attentamente la documentazione contenuta nel dossier redatto dalla Protezione Animali e consegnato alle autorita’ competenti”. L’appuntamento a Bruxelles che unisce insieme centinaia di rappresentanti internazionali delle diverse associazioni coordinate da Ric O’Barry, gia’ addestratore di “Flipper” e premio Oscar per “The Cove” nel 2010, come lo scorso anno intende promuovere la fine della schiavitù dei cetacei costretti in cattività. Il Regolamento Europeo n. 338/97 non consente che questi mammiferi marini siano sfruttati per fini commerciali. “Tuttavia, nei fatti, le strutture di cattivita’ non effettuano alcuna ricerca, attivita’ didattica, scientifica o educative o di ricerca ma solo intrattenimenti a scopi commerciali e di profitto. E’ arrivato il momento di restituire dignita’, rispetto e soprattutto liberta’ a queste creature che appartengono al mare e che non devono pagare con la loro vita il perverso desiderio di chi vuole toccarli o nuotare con essi”.

(Fonte: Agi)

© Riproduzione riservata