Eletti sette nuovi europarlamentari animalisti

Porteranno avanti il programma delle associazioni

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Sono sette i neo parlamentari europei che porteranno avanti il programma “Io voto con il cuore” della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente. La Federazione, fondata nel 2012, riunisce le maggiori associazioni animaliste e ambientaliste italiane, con lo scopo di portare avanti, come soggetto unico e forte dal punto di vista della rappresentatività, istanze quali il rispetto verso gli animali, l’abolizione della sperimentazione in vivo sugli animali, l’abolizione dell’utilizzo degli animali nei circhi, la chiusura degli zoo, l’abolizione dell’allevamento, della cattura e dell’uccisione di animali allo scopo di produrne pelli e pellicce, l’abolizione degli allevamenti intensivi e la promozione delle scelte alimentari vegetariane e vegane.

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Diversi i parlamentari di molti partiti che si sono impegnati a favore degli animali in campagna elettorale e che hanno avuto l’appoggio della Federazione. Tra loro sette hanno conquistato uno scranno a Bruxelles: sono Giovanni Toti (148.535 preferenze – circoscrizione Nord Ovest) per Forza Italia; Daniele Viotti (28.241-Nord Ovest) e Goffredo Bettini (90.348 – Centro) del Pd; Dario Tamburrano (22.802 – Centro) e Laura Ferrara (53.308 – Sud) del Movimento 5 Stelle; Moni Ovadia (33.583 – Nord Ovest) e Marco Furfaro (23.796 – Centro) per la Lista L’Altra Europa per Tsipras.

Saranno affiancati dai partiti animalisti di Olanda (Partij voor de dieren – 4,2%) e Germania (Tierschutzpartei -1,2%) che per la prima volta siederanno al Parlamento Europeo con un rappresentante ciascuno. Deludenti i risultati dell’ Animal Welfare Party inglese che, nella regione di Londra, ha raggiunto lo solo 0,96%. Tuttavia, da sottolineare il dato positivo relativo alla candidatura europea, primo tentativo dalla sua fondazione nel 2006. In un Paese fortemente euroscettico, che ha registrato un’affluenza alle urne intorno al 40%, tra i più bassi d’Europa, è un inizio.
In Spagna, il PACMA – Partido Antitaurino Contra el Maltrato Animal (chiaramente anti corrida e meglio conosciuto come Partito Animalista Spagnolo) pur rappresentando ormai la seconda forza extraparlamentare spagnola ed essendo sulla scena politica da ormai 12 anni, per via del sistema elettorale nazionale non ha raggiunto il numero minimo di voti per accedere ad un seggio europeo. Anche in Portogallo, il PAN (Partido pelos Animais e pela Natureza) che ha raggiunto la percentuale dell’ 1,72%, insufficiente per eleggere un rappresentante. In Svezia il Djurens Parti alla sua prima esperienza elettorale ottiene solo lo 0,19%, cosi’ come l’Animal Party Ciprus, di Cipro, che, nato nel gennaio 2014, non è riuscito a condurre un’adeguata campagna elettorale.

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