Pompei: marcia indietro sulla caccia ai cani

I randagi degli scavi sono salvi. Se nulla cambierà con la nuova amministrazione comunale

Facebooktwittergoogle_pluspinterestmail

10154482_10152050183208045_7910508067472403121_nNon ci sarà nessuna caccia ai cani negli scavi di Pompei. Almeno per ora. Il commissario prefettizio del Comune, Aldo Aldi, ha disposto che i veterinari della Asl provvedano a censire, visitare, sterilizzare e microchippare i cani che vivono nel sito. Una volta accertato che gli animali non siano pericolosi per i turisti e veicoli di malattie, saranno adottati dal Comune e diventeranno “cani di quartiere”.

Aldi, che ha applicato la legge regionale numero 16 del 24 novembre 2001, in materia di ”Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”, ha premesso che ama gli animali, in particolare i cani, tanto da averne avuti 10. “Ho, tuttavia, la responsabilità di tutelare i turisti che visitano l’area archeologica da eventuali randagi aggressivi e che possono essere veicoli di gravi malattie infettive”, ha spiegato, “Pertanto ho il dovere di applicare tutti i provvedimenti previsti dalla legge in materia di randagismo”.
la decisione è tuttavia temporanea, spiega lo stesso Aldi che, dopo le elezioni del 25 maggio, lascerà il Comune di Pompei: ”Considerando che il mio mandato terminerà tra poco più di un mese, per adesso applicherò questo tipo di piano antirandagismo. L’amministrazione che verrà deciderà quali provvedimenti alternativi applicare”.

Una decisione alla quale si è arrivati anche grazie all’efficace mobilitazione delle associazioni animaliste appartenenti alla Federazione Associazioni Diritti Animali e Ambiente: Enpa, Lav, Leidaa, Lndc, Oipa, AAE Conigli, AiutiamoFido, Amici Animali Onlus, Cani & Mici per Amici Onlus, City Angels, Earth, Eolo a 4 zampe, Frida’s Friends Onlus, I Favolosi Cani 80, Leal, Rifugio del Micio, Noi Animali, Ombre a 4 zampe, SOS Gaia, SOS Levrieri, Tartamondo Onlus, Gaia Italia, L’Arca della Valle, Anita onlus, Amoglianimali onlus.
“E’ assurdo – ha sottolineato ieri la Federazione in una nota – trasformare i randagi di Pompei in capri espiatori dell’incuria e del degrado che affliggono uno dei siti archeologici più importanti del mondo. Grazie alle iniziative delle associazioni animaliste e alla preziosa opera dei volontari, i randagi di Pompei sono in gran parte controllati e sterilizzati, non rappresentano un pericolo dal punto di vista sanitario e non danno fastidio ai turisti. Di fronte ai frequenti crolli e agli episodi di grave negligenza umana, è sconcertante constatare che qualcuno pensi ai randagi come alla prima emergenza di un sito che ne conosce ben altre”.

© Riproduzione riservata